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Attualità 2 min di lettura3 ore fa

Caregiver, la svolta può arrivare dopo 10 anni: cosa cambia

In Italia milioni di persone assistono gratuitamente i propri cari, mentre alla Camera si discute il disegno di legge che introduce nuove tutele e sostegni.

A Candiolo esistono già percorsi pensati per sostenere chi assiste un familiare malato di tumore: ascolto psicologico, interventi nelle situazioni urgenti e attività come la mindfulness sono disponibili attraverso il programma Candiolo Cares. L’obiettivo è alleggerire una responsabilità che spesso ricade quasi interamente sulle famiglie.


A Candiolo la cura coinvolge tutti

Il programma, sostenuto dalla Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro, affianca pazienti e caregiver con interventi personalizzati. Tra le proposte figurano lo sportello d’ascolto, il pronto soccorso psicologico e incontri dedicati alla gestione dello stress.

A queste attività si aggiunge, dal 2003, Protezione Famiglie Fragili. Il progetto, ricorda Piero Fenu, direttore sanitario di Inoc, collega la struttura ai servizi sociali per accompagnare i nuclei familiari più esposti alle difficoltà provocate dalla malattia oncologica.


Quando il familiare diventa il secondo paziente

Nel nostro Paese sono più di 12 milioni gli adulti che prestano gratuitamente assistenza a parenti, familiari o amici. Tra loro, 4,4 milioni vivono con la persona che seguono e ne condividono quotidianamente bisogni, terapie e difficoltà.

Nel caso dei tumori, il ruolo del caregiver può trasformarsi in un impegno continuo: occorre organizzare la vita domestica, seguire trattamenti complessi anche a casa e sostenere il peso delle preoccupazioni. A lungo andare, le conseguenze possono essere fisiche, psicologiche ed economiche.

Massimo Aglietta, coordinatore della Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta e consulente oncologo di Inoc, definisce il caregiver una parte effettiva del percorso terapeutico, non soltanto una figura legata al paziente da un rapporto affettivo. «Chi cura rischia spesso di diventare il “secondo paziente”», ha osservato, sottolineando la necessità di risposte concrete da parte di ospedali e servizi territoriali.

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La legge attesa da oltre dieci anni

Il tema sarà affrontato anche durante l’iniziativa organizzata oggi a Candiolo in occasione della Giornata europea del caregiver. L’appuntamento, coordinato dalla Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta, riunirà pazienti, familiari, associazioni, cittadini e professionisti della salute.

Il programma prevede un esame delle norme in discussione, insieme a momenti dedicati alla comunicazione, alla prevenzione dell’esaurimento emotivo e all’analisi di situazioni cliniche concrete. Medici, infermieri, psicologi e caregiver porteranno il proprio contributo nel corso dell’incontro.

Sul fronte istituzionale, alla Camera dei Deputati è in esame il disegno di legge A.C. 2789, intitolato «Riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari». Il provvedimento punta a riconoscere formalmente il ruolo di chi presta assistenza e prevede interventi differenziati, finanziati con 257 milioni di euro già inseriti nella precedente legge di bilancio.

Alessandra Locatelli, ministro per le Disabilità, ha spiegato che la proposta include sostegno psicologico, strumenti per conciliare occupazione e assistenza e misure rivolte ai caregiver più giovani, così da permettere loro di proseguire gli studi. La stessa ministra ha ricordato che l’approvazione è attesa da più di 10 anni e auspicato un iter rapido sia alla Camera sia al Senato.

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