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Attualità 2 min di lettura3 ore fa

Carburanti, i 160 milioni che tengono in bilico il nuovo sconto

Meloni valuta quando utilizzare l’extragettito Iva e cerca alleati in Europa per rivedere i vincoli di spesa legati all’inflazione

Il prossimo intervento sul prezzo dei carburanti non è ancora deciso: il governo può riattivare il meccanismo delle accise mobili, ma sta valutando se utilizzare subito le risorse disponibili oppure conservarle per una fase successiva. A settembre l’extragettito Iva ha raggiunto 160 milioni di euro.

Giorgia Meloni, parlando dopo il vertice Med9 di Spalato, ha collegato il dossier nazionale sull’energia alla richiesta italiana di maggiore margine nei conti pubblici europei. Secondo la presidente del Consiglio, l’aumento dell’inflazione sta producendo costi aggiuntivi che non erano stati considerati quando i piani nazionali vennero concordati.


Accise mobili, decisione ancora sospesa

Sul fronte dei carburanti, Meloni ha confermato la disponibilità dell’esecutivo a intervenire nuovamente attraverso il sistema delle accise mobili. Il possibile taglio, tuttavia, resta per ora congelato: Palazzo Chigi deve stabilire se sia più utile impiegare adesso i 160 milioni incassati in più con l’Iva o tenerli da parte per quando termineranno le altre misure di contenimento già adottate.

“ Siamo sempre pronti a intervenire con il meccanismo delle accise mobili”, ha spiegato la premier. Nel suo intervento ha inoltre auspicato il ripristino completo del tetto al prezzo, senza includere nel calcolo l’aumento di 6,1 centesimi delle accise depurate dallo sconto, rivolgendosi di fatto anche a Eni.


L’Italia cerca spazio sui conti Ue

La richiesta italiana di flessibilità riguarda la regola sulla spesa e nasce dall’effetto dell’inflazione sui bilanci pubblici. Meloni ha riferito di averne discusso con Ursula von der Leyen e con gli altri Paesi mediterranei dell’Unione europea, riscontrando interesse ad approfondire la questione.

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“Non stiamo chiedendo spesa libera, ma una valutazione oggettiva”, ha detto la presidente del Consiglio, ricordando che l’Italia deve sostenere esborsi più elevati per gli adeguamenti automatici delle pensioni, per l’assegno unico e per le materie prime impiegate, tra l’altro, nella realizzazione del Pnrr. Si tratta di miliardi aggiuntivi rispetto alle stime formulate tre anni fa.


Il confronto europeo sarà lungo

Meloni ha sottolineato che Roma non è isolata e ha citato la Grecia tra i Paesi interessati dagli stessi effetti dell’inflazione. Il confronto coinvolgerà la Commissione europea, il Consiglio e i singoli governi, mentre alcuni Stati tradizionalmente rigoristi hanno già espresso perplessità.

Il tema è emerso nel vertice Med9, dedicato alle principali sfide dell’Unione: costi dell’energia, clima e crisi internazionali. All’incontro non ha partecipato il premier spagnolo dimissionario Pedro Sanchez; Emmanuel Macron era invece presente, ma ha lasciato Spalato prima del confronto con la stampa, anche per le proteste in corso in Francia.

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