Carburante introvabile e scaffali vuoti: la protesta paralizza il Sud
I blocchi degli autotrasportatori colpiscono autostrade, aeroporti e produzioni alimentari, mentre il comparto attende un confronto con il governo
Il fermo degli autotrasportatori non si limita più ai rallentamenti sulle strade: in Calabria due aeroporti non riescono a rifornire gli aerei e in Campania la distribuzione delle merci comincia a risentire della protesta. A Crotone e Reggio Calabria manca il carburante per i voli, mentre a Lamezia Terme l’attività procede senza interruzioni.
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Voli a rischio in Calabria
Un avviso operativo diffuso da Enav ha segnalato l’assenza di carburante negli scali di Crotone e Reggio Calabria. Nel primo aeroporto il Jet A1 non è disponibile dalle 22 del 20 ottobre alle 22 del 23 ottobre; nel secondo risultano indisponibili sia il Jet A1 sia la benzina avio Avgas 100LL dalle 22 del 20 ottobre alle 22 del 24 ottobre, con termine indicato come provvisorio.
Per questo motivo i piloti sono stati invitati a organizzare il rifornimento prima della partenza oppure nello scalo precedente, imbarcando una quantità sufficiente a coprire anche le tratte successive. Nessuna criticità analoga è stata segnalata all’aeroporto di Lamezia Terme.
La mozzarella rischia lo stop
In Campania gli effetti più delicati riguardano la catena alimentare. I magazzini delle zone industriali del Casertano, soprattutto quelli di Carinaro-Teverola, sono fermi e i supermercati tra Napoli e Caserta iniziano a registrare carenze, mentre i negozi di dimensioni più ridotte riescono in parte a compensare grazie ai rifornimenti garantiti dai produttori locali.
A essere esposta è anche la filiera della Mozzarella di Bufala Campana Dop. Pier Maria Saccani, direttore del Consorzio di tutela, ha spiegato che il latte viene prodotto ma non riesce a raggiungere i caseifici; di conseguenza diversi stabilimenti hanno già sospeso l’attività, perché il disciplinare impone la trasformazione entro 60 ore dalla mungitura. «La mozzarella di bufala campana Dop è un prodotto fresco, per cui risente maggiormente delle difficoltà», ha affermato.
La difficoltà coinvolge anche gli allevatori, che continuano a mungere gli animali senza disporre di spazi adeguati per conservare il latte e senza ricevere con regolarità i rifornimenti necessari alle mandrie. Il Consorzio sollecita un’azione del Governo e chiede ai manifestanti di garantire il transito delle merci deperibili, per evitare un ulteriore aggravamento della situazione.
A30 chiusa, presidi ai caselli
La viabilità campana è stata interessata da nuove chiusure e code. Intorno alle 3, il collegamento tra l’A1 Milano-Napoli e la A30 Caserta-Salerno è stato interdetto ai mezzi in arrivo da Napoli; rallentamenti sono stati registrati tra Villa Literno e Pomigliano, alla barriera di Napoli Nord e verso Caserta Nord. Disagi anche sulla A30, tra Maddaloni e l’innesto con l’A1 in direzione Caserta.
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Dopo la fase dei convogli a passo ridotto in autostrada, i manifestanti hanno scelto soprattutto presidi stabili presso i caselli di Nola, Caserta Sud, Santa Maria Capua Vetere e Caianello. Altri punti di mobilitazione si trovano negli interporti di Nola e Maddaloni-Marcianise e lungo l’asse Acerra-Afragola. A Eboli, invece, autotrasportatori e agricoltori si sono riuniti sulla viabilità urbana vicino all’uscita autostradale.
La protesta si allarga
La mobilitazione ha raggiunto anche il Molise. Il 21 ottobre, poco prima delle 10, camion e trattori sono entrati a Campobasso partendo dalla zona industriale di Campochiaro e accompagnati dalle forze dell’ordine. Il corteo, organizzato con lo slogan «Insieme per il nostro futuro», ha rallentato il traffico cittadino; a partecipare sono lavoratori di comparti diversi, accomunati dalla denuncia dell’aumento dei costi, a partire da quello del carburante.
Nel Frusinate, una decina di tir è ferma dalla notte nei pressi del casello di San Vittore del Lazio, nel territorio meridionale della provincia e vicino al confine con la Campania. Dopo le iniziative svolte a Frosinone e Ferentino, i rallentamenti hanno interessato anche la strada statale Casilina. La presenza delle forze dell’ordine accompagna una protesta che, secondo le informazioni disponibili, si sta svolgendo senza incidenti.
Anche in Sicilia il fermo prosegue. Al porto di Palermo alcuni autotrasportatori hanno passato la notte nell’area di sosta, mentre una parte dei piccoli imprenditori del settore punta a mantenere la mobilitazione almeno fino al 27 ottobre, data fissata per un nuovo incontro con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini. Presidi sono presenti inoltre davanti ai caselli di Catania e Messina, dove viene consentito il transito delle automobili.
Il 20 ottobre era previsto a Milano un confronto tra Salvini e i rappresentanti della categoria. Nel frattempo, gli autotrasportatori continuano a chiedere misure contro il rincaro del carburante e l’incremento delle spese necessarie per svolgere l’attività.
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