Carburante e scaffali vuoti: dove restano fermi i tir
La protesta degli autotrasportatori continua in tre regioni, mentre la Sicilia riapre i presidi e il governo mette sul tavolo 480 milioni di euro
Il blocco dei camion sta già producendo effetti concreti in Campania, dove aumentano le code ai distributori e alcuni supermercati iniziano a fare i conti con la mancanza di prodotti freschi. La mobilitazione resta attiva anche in Calabria e Puglia, nonostante l’impegno annunciato dal governo per 480 milioni di euro e la prospettiva di superare quota un miliardo.
GioiaPura
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In Campania crescono i disagi
I presidi proseguono nei pressi dei caselli di Nola, Avellino Est, Mercato San Severino, Caianello, Capua e Caserta Nord. Ad Avellino Est partecipano alla protesta anche alcuni agricoltori. Gli autotrasportatori contestano le misure prospettate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e intendono mantenere il fermo almeno fino alla fine di ottobre.
La riduzione delle scorte di carburante sta mettendo sotto pressione i servizi pubblici. L’Ente Autonomo Volturno ha previsto una contrazione dei collegamenti su gomma almeno fino al 24 ottobre, mentre metro e treni potrebbero subire uno stop successivamente. A rischio anche i collegamenti marittimi con Ischia e Procida; possibili riduzioni delle corse sono state segnalate pure per Air Campania.
Le difficoltà interessano inoltre la distribuzione: a Napoli e nel Casertano diversi impianti sono rimasti senza carburante, con attese prolungate alle pompe. Nei negozi si moltiplicano gli scaffali privi di alimenti freschi e l’Asia incontra problemi nella raccolta dei rifiuti. Il maltempo, accompagnato dall’allerta arancione nel territorio campano, contribuisce a rendere più complicata la viabilità.
Puglia, Calabria e Sicilia dividono la protesta
In Puglia la sospensione dei blocchi sarà soltanto parziale. Gli autotrasportatori autonomi chiedono risposte concrete prima di interrompere del tutto la mobilitazione, mentre Coldiretti Puglia segnala il pericolo di una paralisi per le attività agricole.
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Anche in Calabria e in Campania i fermi dovrebbero continuare fino al 27 ottobre, giorno fissato per il nuovo confronto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Fedralog Calabria ha definito insufficiente l’esito del primo incontro, sostenendo che siano state soltanto sbloccate risorse già previste e attese da mesi, relative al 2025.
La situazione è invece cambiata in Sicilia. Il Comitato trasportatori siciliani ha rimosso i presidi ancora presenti dopo la richiesta rivolta il giorno precedente da Matteo Salvini, ministro dei Trasporti, scegliendo di concedere un’apertura al governo.
Il governo prepara un nuovo confronto
Durante il primo tavolo l’Esecutivo ha indicato uno stanziamento immediato di 480 milioni di euro e ha prospettato un intervento complessivo superiore a un miliardo. Le associazioni, tuttavia, attendono ulteriori chiarimenti e risultati verificabili prima di archiviare la protesta.
Il prossimo appuntamento al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è previsto per il 27 ottobre. Fino ad allora, la revoca resterà limitata in alcune aree e i contraccolpi su rifornimenti, trasporti e distribuzione potrebbero proseguire.
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