Capri premia Samanta Schweblin: la voce inquieta scelta dal Malaparte
La scrittrice argentina, autrice di racconti segnati da ansia e fragilità, riceverà a Capri il riconoscimento internazionale dedicato alla letteratura.
Nel programma caprese del Premio Malaparte trova spazio anche Myrta Merlino, che sabato 3 ottobre presenterà alla Fondazione Cerio il suo libro «La bambina del miracolo» insieme al giurato Emanuele Trevi. L’appuntamento si inserisce nelle giornate dedicate alla nuova vincitrice del riconoscimento.
A sostenere l’edizione sono la Regione Campania, per la prima volta tra i partner dell’iniziativa, Ferrarelle Società Benefit e Fondazione Ferrarelle ETS. Ferrarelle SpA accompagna il progetto dal 2013, mentre la collaborazione con la Fondazione prosegue da 15 anni con l’obiettivo di promuovere la cultura come occasione di dialogo e conoscenza.
Un premio che guarda ai nuovi talenti
Gabriella Buontempo, anima e curatrice del Premio, ha sottolineato il valore della scelta compiuta dalla giuria. A suo giudizio, Schweblin rappresenta anche un’attenzione crescente verso le autrici: dalla rinascita della manifestazione, è la sesta scrittrice premiata.
La vincitrice, che non ha ancora compiuto cinquant’anni, figura inoltre tra le più giovani personalità selezionate nella storia del Malaparte. Buontempo considera questa capacità di riconoscere autori non ancora pienamente affermati uno degli elementi distintivi del premio, tornato in vita 15 anni fa grazie all’iniziativa legata alla tradizione familiare avviata da Graziella Lonardi Buontempo.
La Regione Campania ha motivato il proprio sostegno richiamando il ruolo della lettura nella formazione individuale e nella crescita della comunità. Per l’assessore alla Cultura Onofrio Cutaia, il riconoscimento non si limita a valorizzare un’eccellenza narrativa, ma contribuisce a rafforzare la promozione culturale e il confronto pubblico.
La scrittrice argentina e le sue paure
Samanta Schweblin, argentina da tempo residente a Berlino, ha costruito la propria notorietà soprattutto attraverso i racconti. L’ultimo libro pubblicato in Italia è «Il buon male», uscito per Einaudi: si tratta della sua quarta raccolta, accanto a due romanzi.
La sua scrittura si muove tra inquietudini, incomprensioni e forme di disagio che mettono in luce la vulnerabilità dell’essere umano. Le storie non cercano necessariamente di chiarire ciò che accade, quanto di restituire al lettore una percezione di instabilità e smarrimento, talvolta spinta fino al suicidio.
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Parlando del rapporto tra racconti e romanzi, l’autrice ha spiegato: «Sono argentina, vengo da una tradizione di grandi scrittori di racconti. Pensiamo per esempio a Borges, a Cortázar, a Silvina Ocampo. Scrivo anche romanzi, ma perché non sono stata sufficientemente brava e ho avuto bisogno di 250 pagine per qualcosa che potevo raccontare in 20». La capacità di concentrare in poche pagine situazioni e tensioni è stata uno degli aspetti considerati dalla giuria.
Capri prepara la cerimonia
L’annuncio della vincitrice è arrivato dalla curatrice insieme ai componenti della giuria: Leonardo Colombati, Giordano Bruno Guerri, Giuseppe Merlino, Silvio Perrella, Emanuele Trevi e Marina Valensise. La manifestazione si svolgerà sull’isola nel primo fine settimana di ottobre, tra sabato 3 e domenica 4.
Nel pomeriggio di sabato, dopo il pranzo riservato ai giornalisti, Schweblin dialogherà pubblicamente con i giurati. La consegna ufficiale è fissata per domenica 4 ottobre alle 11, nella Certosa di San Giacomo: Giuseppe Merlino illustrerà le motivazioni e la scrittrice terrà il discorso di accettazione.
Con Schweblin il Malaparte premia per il secondo anno consecutivo un’autrice di lingua spagnola, dopo Fernando Aramburu nel 2025. L’albo d’oro comprende anche sette vincitori di area anglofona, tra cui Richard Ford, Daniel Mendelsohn, Elizabeth Strout, Donna Tartt, Benjamin Labatut, Julian Barnes e Colm Tóibín.
Tra gli altri autori scelti figurano i francofoni Yasmina Reza, Amin Maalouf ed Emmanuel Carrère, oltre a Karl Ove Knausgård e Han Kang. Negli anni Ottanta e Novanta il riconoscimento era stato assegnato anche a Saul Bellow, John Le Carré e Nadine Gordimer.
Michele Pontecorvo Ricciardi, presidente della Fondazione Ferrarelle ETS e del FAI Campania, ha ricordato che la letteratura impone di rallentare in un’epoca dominata dal consumo veloce di notizie e immagini. «Il Premio Malaparte incarna proprio questo valore: creare uno spazio di ascolto e di confronto, portando ogni anno a Capri alcune delle voci più significative della letteratura internazionale», ha dichiarato.
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