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Attualità 2 min di lettura47 min fa

Affitti e sfratti, la Spagna alza le chiavi: verso lo sciopero

La mobilitazione per il diritto alla casa ha riunito circa 70mila persone a Madrid e cortei in altre città, mentre il Sindacato degli Inquilini chiede una protesta generale.

La questione della casa si trasforma in una sfida politica nazionale in Spagna. A Madrid circa 70mila persone, secondo la delegazione del governo, hanno manifestato contro sfratti, affitti e speculazione; considerando anche le iniziative organizzate in altre città, le presenze complessive sono state stimate in mezzo milione. Dal corteo è partita una richiesta precisa: preparare uno sciopero generale.


Le chiavi diventano un simbolo di protesta

La manifestazione nella capitale si è conclusa in piazza Cibeles, dove sono confluite quattro colonne partite da punti differenti della città. I partecipanti hanno sollevato le chiavi di casa e contestato le responsabilità attribuite alla classe politica e ai fondi internazionali, indicati dagli organizzatori come gli «invasori» del mercato abitativo.

Tra gli slogan più ripetuti c’erano «Diritto a un tetto» e «serve subito uno sciopero generale». Non sono mancate neppure le accuse rivolte ai partiti della coalizione di governo, insieme agli attacchi contro José Luis Martínez-Almeida e Isabel Díaz Ayuso. Nel corso degli incidenti avvenuti a Cap i Casal sono state arrestate 5 persone e 9 agenti di polizia sono rimasti feriti.


Il sindacato punta alla mobilitazione generale

A convocare la protesta è stato il Sindacato degli Inquilini, protagonista delle iniziative nate dopo lo sfratto di Maricarmen, una donna di 87 anni allontanata dalla propria abitazione il 23 settembre. La portavoce Valeria Racu ha fatto sapere che sono già in corso contatti con Comisiones Obreras e Ugt per individuare insieme la data di un eventuale sciopero.

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Racu ha precisato che questa scadenza non va confusa con l’ipotesi di elezioni anticipate alla fine di novembre. «Questo è un avvertimento. La protesta continuerà, chiunque governi», ha affermato. Il sindacato sostiene inoltre che otto giorni di mobilitazione popolare abbiano prodotto più risultati di otto anni di amministrazione progressista e accusa le destre di assecondare gli interessi dei fondi speculativi.


La protesta lascia Sol e cambia terreno

Il presidio di Puerta del Sol verrà smantellato, ma l’organizzazione ha escluso una conclusione della campagna. L’intenzione è spostare le iniziative nei quartieri e mantenerle attive finché le richieste sul diritto alla casa non saranno accolte.

Manifestazioni analoghe si sono svolte a Bilbao, Valencia, nelle Isole Canarie e in circa altre 50 città. La rete di mobilitazione, dunque, non riguarda soltanto la capitale: il Sindacato degli Inquilini punta a trasformare la protesta in un movimento diffuso sul territorio nazionale.

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