Capri, la svolta del Malaparte: il premio va a Samanta Schweblin
L’autrice argentina, celebre per i racconti sospesi tra ansia e inquietudine, sarà celebrata a Capri nel primo fine settimana di ottobre.
Durante le giornate capresi del Premio Malaparte sarà presentato anche l’ultimo libro di Myrta Merlino, “La bambina del miracolo”. L’appuntamento è fissato per sabato 3 ottobre alla Fondazione Cerio, insieme a Emanuele Trevi, membro della giuria del riconoscimento.
La cultura al centro del sostegno
La nuova edizione conta sul contributo della Regione Campania e sul supporto rinnovato di Ferrarelle Società Benefit e Fondazione Ferrarelle ETS. Per la Regione si tratta del primo inserimento dell’iniziativa tra quelle sostenute, mentre Ferrarelle accompagna il progetto dal 2013.
Michele Pontecorvo Ricciardi, presidente della Fondazione Ferrarelle ETS e del FAI Campania, ha sottolineato il valore della lettura come occasione per rallentare, conoscere prospettive diverse e favorire il dialogo. Il patrocinio del FAI Campania, ha aggiunto, nasce dalla convinzione che la cultura alimenti curiosità e consapevolezza.
Anche l’assessore alla Cultura della Regione Campania, Onofrio Cutaia, ha definito la lettura una risorsa per la crescita individuale e collettiva. A suo giudizio, il Premio Malaparte non si limita a riconoscere la qualità letteraria, ma contribuisce a rafforzare la discussione culturale e a orientare il pubblico verso opere di rilievo.
Una scelta che guarda al futuro
Gabriella Buontempo, curatrice del Premio, ha evidenziato due aspetti della decisione: l’attenzione alle scrittrici e l’età della vincitrice. Dalla rinascita del riconoscimento, avvenuta 15 anni fa, Schweblin è infatti la sesta autrice premiata ed è tra le vincitrici più giovani nella storia del Malaparte.
“Ci sono diversi motivi per essere soddisfatti della scelta di quest’anno”, ha dichiarato Buontempo, ricordando anche la capacità della giuria di individuare personalità non ancora pienamente consolidate nel panorama internazionale. La scelta conferma inoltre la vocazione del premio, nato per iniziativa di Graziella Lonardi Buontempo e riportato in vita dalla nipote.
Il riconoscimento è stato assegnato a Samanta Schweblin, scrittrice argentina residente a Berlino, soprattutto per il lavoro sui racconti. Il suo nome è stato comunicato il 3 ottobre da Buontempo insieme ai giurati Leonardo Colombati, Giordano Bruno Guerri, Giuseppe Merlino, Silvio Perrella, Emanuele Trevi e Marina Valensise.
Racconti brevi, inquietudini profonde
Schweblin è la prima autrice legata in modo così netto alla forma breve a ricevere il Malaparte. Anche Nadine Gordimer e Richard Ford avevano scritto racconti, ma il romanzo era rimasto il principale criterio di riferimento per i precedenti vincitori.
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La scrittrice ha pubblicato quattro raccolte e due romanzi. L’ultimo volume arrivato in Italia è “Il buon male”, edito da Einaudi. Parlando del proprio percorso, ha ricordato l’eredità argentina di Borges, Cortázar e Silvina Ocampo, spiegando con ironia il rapporto tra racconto e romanzo: “Scrivo anche romanzi, ma perché non sono stata sufficientemente brava e ho avuto bisogno di 250 pagine per qualcosa che potevo raccontare in 20”.
La giuria ha apprezzato proprio la capacità di concentrare in poche pagine situazioni e tensioni complesse. Nei suoi libri ricorrono paure, disorientamento, incomunicabilità e forme di disagio che mettono in luce la vulnerabilità delle persone, senza offrire necessariamente una spiegazione definitiva dell’ignoto.
Il programma sull’isola
La cerimonia si svolgerà a Capri tra sabato 3 e domenica 4 ottobre, nel consueto fine settimana dedicato al premio. Sabato pomeriggio, dopo il pranzo riservato ai giornalisti, Schweblin dialogherà pubblicamente con gli autori della giuria.
La consegna ufficiale è prevista domenica 4 ottobre alle 11.00 nella Certosa di San Giacomo. Giuseppe Merlino leggerà le motivazioni, poi la vincitrice terrà il discorso di accettazione.
L’autrice argentina è la seconda premiata consecutiva di lingua spagnola, dopo Fernando Aramburu, scelto nel 2025. Nell’albo figurano inoltre sette autori legati alla lingua inglese, tra cui Richard Ford, Daniel Mendelsohn, Elizabeth Strout, Donna Tartt, Benjamin Labatut, Julian Barnes e Colm Tóibín; tre vincitori francofoni, Yasmina Reza, Amin Maalouf ed Emmanuel Carrère; oltre a Karl Ove Knausgård e Han Kang.
Il Premio Malaparte, ripartito nel 2012 con l’assegnazione a Emmanuel Carrère, ha accolto nel tempo anche nomi come Saul Bellow, John Le Carré e Nadine Gordimer. La nuova scelta amplia così il profilo internazionale della manifestazione e porta al centro una scrittrice riconosciuta soprattutto per la forza della narrazione breve.
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