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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Campiello, Fois trionfa per 3 voti: il premio dedicato a Murgia

L’immensa distrazione ha superato di misura Lo sbilico nella 64ª edizione del riconoscimento, assegnato al Lido di Venezia dalla Giuria dei Trecento Lettori Anonimi.

Marcello Fois ha scelto di ricordare Michela Murgia nel momento più importante della serata: «Io voglio intanto ringraziare una persona che non c'è, ma per me c'è, che era una donna bellissima, tutt'altro che livorosa, molto resiliente: si chiama Michela Murgia». Lo scrittore sardo ha dedicato così il riconoscimento all’amica, morta tre anni fa.

Parlando del lavoro che lo ha portato alla vittoria, Fois ha descritto la scrittura come un esercizio di consapevolezza e bilancio personale: «Scrivere questo romanzo è stato come fare un bilancio di tutto, capire da che parte si sta, come si è messi, capire che scrivere è un mestiere difficilissimo, che c'è una differenza tra scrittori e gente che pubblica e che c'è tanto da dire, tanta gratitudine per questo mondo».


Una saga familiare tra memoria e Storia

Con L’immensa distrazione, pubblicato da Einaudi, l’autore segue la parabola dei Manfredini, famiglia emiliana capace di trasformare un piccolo mattatoio in una grande realtà industriale nel corso del Novecento. Il punto di osservazione è Ettore Manfredini, che il 21 febbraio 2017, appena morto, ripercorre mentalmente la propria esistenza e quella dei suoi cari.

Nel romanzo entrano la povertà degli inizi, l’ascesa economica, gli effetti delle leggi razziali, la guerra e l’Olocausto. La vicenda coinvolge anche la madre Elda, la moglie Marida, figli e nipoti, tra rivalità, aspirazioni, colpe e segreti. La storia privata della famiglia diventa così uno specchio delle eredità lasciate dal secolo scorso e del legame tra esistenza e morte.


Il ricordo di Grazia Deledda

Durante il suo intervento, Fois ha inoltre richiamato la figura di Grazia Deledda, nata a pochi metri dalla sua casa e ancora oggi unica donna italiana ad avere conquistato il Nobel per la letteratura, nel 1926. Lo scrittore ha ricordato anche il ruolo pionieristico della scrittrice, che nel 1919 si candidò alle elezioni in un contesto in cui alle donne non era consentito farlo.

Secondo Fois, Deledda meriterebbe maggiore attenzione nella scuola e avrebbe dovuto trovare spazio anche nelle tracce dell’esame di maturità dell’anno del centenario. Il riferimento è arrivato nel corso della serata dedicata al premio, mentre l’autore rifletteva sul rapporto tra memoria letteraria e presente.

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La vittoria decisa da tre schede

Il romanzo di Fois ha raccolto 83 voti su 282 espressi, precedendo di appena tre preferenze Alcide Pierantozzi, autore di Lo sbilico, anch’esso pubblicato da Einaudi, fermo a quota 80. Elena Varvello si è classificata terza con La vita sempre, edito da Guanda, grazie a 54 voti.

Più distanti Valeria Parrella, quarta con La ragazzina di Feltrinelli e 33 preferenze, ed Ermanno Cavazzoni, quinto con Storia di un’amicizia di Quodlibet e 32 voti. A determinare il risultato è stata la Giuria dei Trecento Lettori Anonimi, formata da persone di età, professioni e aree geografiche differenti.


Una serata in una sede inedita

La proclamazione della 64ª edizione del Premio Campiello si è svolta al Palazzo della Mostra del Cinema, al Lido di Venezia. Per la manifestazione si è trattato di un debutto in questa sede, scelta per ospitare l’annuncio del vincitore e la consegna della “vera da pozzo”, simbolo del riconoscimento.

Il premio è promosso e amministrato dalla Fondazione Il Campiello – Confindustria Veneto. La riservatezza sui nomi dei lettori della giuria viene mantenuta per proteggere l’autonomia delle valutazioni e la trasparenza del giudizio.

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