Campiello 2026, la dedica di Fois a Murgia e il trionfo Einaudi
Con 83 voti contro 80, lo scrittore sardo ha battuto Alcide Pierantozzi e portato a Einaudi il secondo grande premio letterario italiano dell’anno.
Marcello Fois conquista il Premio Campiello 2026 con *L’immensa distrazione*, pubblicato da Einaudi. Lo scrittore, 66 anni, originario di Nuoro e bolognese d’adozione, ha prevalso per appena tre voti su Alcide Pierantozzi: 83 preferenze contro 80. La vittoria arriva dopo una lunga carriera all’interno del catalogo Einaudi e completa una stagione particolarmente fortunata per la casa editrice.
Fois supera Pierantozzi sul filo
Il romanzo di Fois ha preceduto *Lo sbilico*, anch’esso pubblicato da Einaudi. Sul terzo gradino del podio è arrivata Elena Varvello con *La vita sempre*, seguita da Valeria Parrella con *La ragazzina* ed Ermanno Cavazzoni con *Storia di un’amicizia*.
La finale ha segnato anche un cambio di scenario televisivo. Dopo sessant’anni di trasmissione sulla Rai, la cerimonia è stata proposta in diretta su Sky, con Alessio Viola e Arianna Porcelli Safonov alla conduzione. Fois succede a Wanda Marasco, vincitrice nel 2025 con *Di spalle a questo mondo*, edito da Neri Pozza.
Una dedica nel segno di Murgia
Nel momento dei ringraziamenti, il vincitore ha rivolto il pensiero a Michela Murgia, sua conterranea scomparsa, già ricordata all’inizio del romanzo insieme a Grazia Deledda. «Voglio intanto ringraziare una persona che non c’è più, ma per me c’è, che era una donna bellissima, tutt’altro che livorosa, molto resiliente: si chiamava Michela Murgia», ha detto Fois dopo l’annuncio del risultato.
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Lo scrittore ha poi sottolineato quanto sia complesso il lavoro letterario, distinguendo tra chi scrive e chi semplicemente pubblica. Il riconoscimento rappresenta così anche un omaggio a una figura importante della cultura sarda e al rapporto umano e intellettuale tra i due autori.
Il romanzo dentro un secolo
Al centro de *L’immensa distrazione* c’è Ettore Manfredini, industriale emiliano e proprietario di mattatoi, morto nel 2017 all’età di 97 anni. Attraverso i suoi ricordi, il libro ripercorre a ritroso il Novecento e intreccia vicende familiari, trasformazioni economiche e passaggi politici.
I Manfredini formano una famiglia tenuta insieme dalla ricchezza, ma segnata dalla distanza affettiva. La loro storia si muove dentro il secolo del boom economico e dell’emancipazione, osservato attraverso le tensioni private di una dinastia industriale. Con questo successo, Einaudi aggiunge il Campiello al Premio Strega assegnato quest’anno a Michele Mari per *I convitati di pietra*.
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