Camera, resta la norma per i medici non vaccinati
L’articolo passa con 126 voti contro 113: la richiesta di reiscrizione sarà possibile entro 60 giorni
La Camera ha confermato l’articolo 8 del disegno di legge sulle professioni sanitarie. Il testo è passato con 126 voti favorevoli, 113 contrari e 2 astensioni.
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Il voto e il ruolo dei vannacciani
La disposizione è rimasta in piedi con un margine di 13 voti, nonostante gli emendamenti presentati dalle opposizioni per cancellarla. Futuro Nazionale, il gruppo vicino a Roberto Vannacci, ha rivendicato il proprio contributo alla maggioranza.
«Se avessimo votato contro assieme alle opposizioni il centrodestra sarebbe andato sotto», ha affermato in Aula Rossano Sasso. Il deputato ha anche ribadito il sostegno alla norma proposta da Fratelli d’Italia, sostenendo che il suo gruppo non arretra sui temi che considera identitari.
Le critiche dai banchi dell’opposizione
Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno chiesto senza successo la soppressione dell’articolo. Anche Elena Bonetti, di Azione, ha difeso l’obbligo vaccinale per il personale sanitario, ricordando che era stato introdotto sulla base delle indicazioni scientifiche disponibili durante l’emergenza.
Nel corso del dibattito, Marianna Ricciardi del Movimento 5 Stelle ha accusato la maggioranza di penalizzare i sanitari che avevano rispettato le regole e le vittime del Covid. Ilenia Malavasi del Partito Democratico ha definito la reiscrizione dei professionisti radiati «un oltraggio alle vittime ed è uno schiaffo alla scienza».
Le contestazioni hanno coinvolto anche Forza Italia, accusata da Roberto Giachetti di Italia Viva di aver sostenuto la maggioranza al momento del voto, malgrado le perplessità manifestate in precedenza. Il deputato ha richiamato i tabulati dell’Aula e ha attribuito agli azzurri una parte decisiva dell’approvazione.
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Come funziona la reiscrizione
L’articolo non stabilisce il ritorno automatico dei medici esclusi dagli albi per non aver aderito alla vaccinazione. La norma riguarda i professionisti colpiti da radiazione per condotte non dolose commesse durante l’emergenza sanitaria e consente loro, rispettando determinate condizioni, di chiedere una nuova iscrizione.
La domanda dovrà essere depositata entro 60 giorni dall’entrata in vigore della disposizione. Spetterà quindi agli organismi competenti valutare le richieste sulla base dei requisiti previsti dal testo approvato.
Le contestazioni già emerse
Il provvedimento era stato inserito durante l’esame in commissione Affari sociali, attraverso un emendamento di Fratelli d’Italia presentato da Alice Buonguerrieri. La scelta aveva già provocato contrasti tra le forze della maggioranza e rallentato l’iter parlamentare.
Contro la modifica si era espressa anche la Federazione nazionale degli Ordini dei medici. Il presidente Filippo Anelli aveva denunciato il rischio di indebolire la funzione degli Ordini nella tutela della salute individuale e collettiva, oltre a definire la disposizione un affronto alle vittime del Covid. Dopo diversi rinvii, l’articolo è arrivato comunque al voto dell’Aula, che martedì 27 ottobre ne ha confermato la permanenza nel disegno di legge.
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