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Attualità 3 min di lettura49 min fa

Camera, nuovi dati chiedono più tutele per la psoriasi grave

L’estensione dell’esenzione 045 avrebbe un costo annuo stimato tra 6,3 e 9,9 milioni per il Servizio sanitario nazionale

La psoriasi grave deve ricevere tutele assistenziali più ampie e proporzionate alla severità della malattia. È la richiesta emersa dalla conferenza organizzata alla Camera in vista della Giornata mondiale della Psoriasi, in programma il 29 ottobre.

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I numeri della malattia

Secondo il progetto Radar-Psoriasi, promosso da Apiafco e realizzato da CliCon su dati amministrativi riferiti a circa sei milioni di assistibili, in Italia le persone con psoriasi sono circa 1,4 milioni. L’incidenza annuale raggiunge 179,4 nuovi casi ogni 100mila abitanti, un dato superiore a quello registrato per il morbo di Crohn e l’artrite reumatoide.

L’analisi ha inoltre evidenziato la complessità della patologia, spesso accompagnata da condizioni autoimmuni, cardiometaboliche, renali, epatiche, infettive e oncologiche. La presenza di queste comorbilità si associa a un rischio di mortalità 1,1 volte più alto rispetto alla popolazione generale, secondo i dati illustrati da Marco Romanelli, componente del Consiglio direttivo Sidemast.

La psoriasi è una malattia infiammatoria autoimmune, cronica e non contagiosa. Nelle forme più severe, le lesioni cutanee possono compromettere in modo rilevante la qualità della vita e le attività quotidiane.


La richiesta sull’esenzione 045

Il nodo principale riguarda l’accesso all’esenzione prevista dal codice 045 nei Livelli essenziali di assistenza. Valeria Corazza, presidente di Apiafco, ha spiegato che l’ampliamento della tutela per le persone con psoriasi a placche severa avrebbe un costo stimato tra 6,3 e 9,9 milioni di euro l’anno per il Servizio sanitario nazionale.

«Ancora oggi, questi cittadini sono costretti a sostenere di tasca propria i costi degli esami per accedere alle cure e monitorarle», ha affermato Corazza. Per l’associazione, l’onere è incompatibile con i principi di universalità ed equità del sistema sanitario.

Soltanto il 9% dei pazienti con psoriasi usufruisce attualmente dell’esenzione 045. Tra coloro che ne sono privi, il 3% riceve farmaci biologici e il 7% terapie sistemiche non biologiche: nel complesso, circa 137mila persone non esenti vengono trattate con medicinali sistemici, compresi i biologici.

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Assistenza e carenza di specialisti

Aldo Cuccia, consigliere nazionale Adoi e coordinatore dell’area dedicata alle patologie infiammatorie cutanee, ha segnalato la necessità di aggiornare i Lea in base al livello di gravità della malattia. Una revisione, secondo quanto emerso durante l’incontro, servirebbe anche a ridurre le differenze territoriali e a garantire controlli e percorsi terapeutici più uniformi.

Cuccia ha richiamato anche la carenza di dermatologi negli ospedali pubblici, dove vengono seguiti soprattutto i pazienti con forme moderate e gravi. Tra le proposte indicate figurano nuovi concorsi nelle strutture con maggiore scopertura di organico e una collaborazione più stretta tra università e ospedali per formare e trattenere i giovani specialisti.


Le indicazioni per la sanità

Per Tonino Aceti, presidente di Salutequità, l’intervento dovrebbe muoversi su due fronti: rafforzare le esenzioni all’interno dei Lea e aggiornare gli strumenti di programmazione sanitaria nazionale, compresi il prossimo Piano sanitario nazionale e il Piano nazionale della cronicità.

Luca Degli Esposti, amministratore unico di CliCon, ha sottolineato che i dati raccolti descrivono la psoriasi come una malattia cronica complessa, non limitata alle manifestazioni sulla pelle. La ricerca consente, a suo giudizio, di individuare i bisogni ancora privi di risposta e le aree in cui l’organizzazione dell’assistenza può essere migliorata.

Durante l’incontro, Ilenia Malavasi, Luciano Ciocchetti e Ylenia Lucaselli hanno chiesto una tutela omogenea e un accesso equo alle cure. Le evidenze di Radar-Psoriasi sono state presentate come base per valutare l’impatto economico dell’eventuale estensione dell’esenzione 045 sul Servizio sanitario nazionale.

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