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Attualità 2 min di lettura20 min fa

Caiazzo è Pino Daniele, ma la voce è un’altra: il retroscena

Per interpretare il cantautore in Je so’ pazzo, l’attore ha affrontato una trasformazione fisica radicale e ha studiato canto e gestualità.

La somiglianza fisica è solo una parte del lavoro compiuto da Massimiliano Caiazzo per vestire i panni di Pino Daniele in Je so’ pazzo, il film diretto da Nicola Prosatore. Nel lungometraggio, però, a cantare non è la voce dell’attore: le sue interpretazioni sono state costruite attraverso la sincronizzazione labiale con le registrazioni del cantautore napoletano.

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La voce resta quella di Pino

Caiazzo ha spiegato che l’obiettivo principale della produzione era mantenere il più possibile la presenza vocale originale di Pino Daniele. «Non c’è mai stata la richiesta di sentire la mia voce: l’intento era far ascoltare Pino il più possibile», ha raccontato parlando del film.

L’attore, noto al pubblico televisivo per il ruolo di Carmine in Mare Fuori, non si è comunque limitato a seguire la musica in playback. Per rendere credibile ogni scena ha studiato il canto, concentrandosi in particolare sui fiati, sull’uso della voce e sul modo in cui Daniele accompagnava i brani con i movimenti del corpo.


Venti chili per entrare nel ruolo

Uno degli elementi più evidenti della preparazione è stato il cambiamento corporeo. Per avvicinarsi all’aspetto del musicista, Caiazzo ha preso circa 20 chili, una trasformazione che ha colpito anche lui per la sua portata.

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«Dovevo capire cosa significasse, fisicamente, essere dentro quel corpo e come la musica lo attraversasse», ha spiegato l’attore. L’aumento di peso, dunque, non è stato considerato un semplice intervento estetico, ma un passaggio necessario per comprendere la presenza scenica e il modo di muoversi del protagonista.


Un’interpretazione costruita sul gesto

Il lavoro ha coinvolto anche il rapporto tra corpo, ritmo e contesto narrativo. Caiazzo ha sottolineato l’importanza di interpretare i brani durante le riprese, così da restituire non soltanto l’esecuzione musicale, ma anche il momento della vita artistica in cui quelle canzoni prendevano forma.

Nel film, quindi, la sua prova si fonda sull’unione tra trasformazione fisica, studio della gestualità e recitazione sulle registrazioni originali. La voce ascoltata dal pubblico rimane quella di Pino Daniele, mentre il volto e il corpo del cantautore sono affidati a Massimiliano Caiazzo.

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