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Attualità 2 min di lettura3 ore fa

Cadde per evitare il cane: risarcimento ridotto a 112mila euro

Il Tribunale di Macerata ha riconosciuto la responsabilità del proprietario, anche senza un contatto fisico tra l’animale e l’uomo ferito.

La somma stabilita dal Tribunale di Macerata è molto più bassa rispetto ai 235.500 euro richiesti dall’operaio. Il giudice ha infatti considerato soltanto in parte il legame tra l’incidente e la successiva dichiarazione di totale inidoneità al lavoro, ritenendo che quest’ultima fosse dipesa anche da ulteriori elementi.

Il risarcimento finale ammonta a 112.066 euro, ai quali si aggiungono circa 7mila euro per le spese legali. La decisione riguarda una caduta avvenuta a Corridonia, in provincia di Macerata, dopo l’arrivo improvviso di un cane senza guinzaglio.


Il calcolo del danno riconosciuto

La consulenza disposta dal giudice ha stimato nell’11% l’invalidità permanente riportata dall’uomo. Per le conseguenze fisiche e morali sono stati accordati 35.906 euro, mentre le spese mediche riconosciute ammontano a 1.787 euro.

La voce più consistente riguarda il pregiudizio economico: 74.373 euro sono stati attribuiti per il danno patrimoniale e per le entrate non percepite. L’operaio calzaturiero aveva sostenuto di non poter più svolgere la propria mansione, ma il consulente non ha collegato interamente questa condizione alla caduta.


Anche senza morso scatta la responsabilità

Per il Tribunale, il proprietario risponde delle conseguenze provocate dal comportamento dell’animale anche quando non si verifica alcun contatto. Non era quindi decisivo stabilire se il cane avesse morso o toccato l’uomo: bastava che la sua corsa avesse determinato la reazione culminata nella caduta.

Il padrone avrebbe potuto evitare la condanna dimostrando un «caso fortuito», ossia una circostanza eccezionale, imprevedibile e impossibile da scongiurare. Secondo il giudice, però, questa prova non è stata fornita nel corso del procedimento.

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La caduta davanti casa nel 2020

L’episodio risale al 23 aprile 2020, durante il periodo di lockdown. Intorno alle 15.30 l’uomo era all’esterno della propria abitazione con la moglie e la cognata, quando da un portone lasciato socchiuso uscì un American Staffordshire Terrier appartenente a un vicino.

L’animale, privo sia di guinzaglio sia di museruola, si diresse verso di lui. Nel tentativo di allontanarsi, l’operaio arretrò e perse l’equilibrio, riportando una frattura composta al polso e la lussazione del gomito sinistro. Le conseguenze comportarono anche un lungo periodo di assenza dal lavoro.


La versione del proprietario non convince

Il vicino ha respinto la ricostruzione dell’operaio, sostenendo che il cane si fosse avvicinato soltanto con l’intenzione di fare le feste. A suo avviso, l’uomo sarebbe inciampato in un cordolo del marciapiede mentre indietreggiava, senza essere neppure sfiorato dall’animale.

Le testimonianze raccolte in aula hanno però collocato la caduta in mezzo alla strada, rendendo incompatibile l’ipotesi dell’inciampo contro il cordolo. Dopo aver valutato questi elementi, il Tribunale ha quindi riconosciuto la responsabilità del proprietario, pur ridimensionando in modo significativo la richiesta economica iniziale.

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