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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Burnham, primi cento giorni promossi ma restano molte incognite

L’analista Catherine Haddon indica bilancio, rapporti con l’Unione Europea e devolution tra le priorità del governo

Andy Burnham ha chiuso i primi cento giorni da primo ministro britannico con un bilancio positivo, ma molte questioni restano aperte.

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Le priorità ancora aperte

Secondo Catherine Haddon, analista dell’Institute for Government, il Labour ha migliorato la propria posizione nei sondaggi e ha ridotto le preoccupazioni interne sul governo ereditato da Keir Starmer. La valutazione favorevole riguarda tuttavia soltanto l’avvio dell’esecutivo.

«Burnham ha avuto un buon avvio sia sul piano elettorale che nell'impostazione delle politiche di governo, ma le sfide che affronta sono significative», ha affermato Haddon. Tra i dossier più delicati ha indicato la situazione dei conti pubblici, l’ampiezza degli interventi promessi e la pressione esercitata dalle altre forze politiche, soprattutto sul rapporto con l’Unione Europea dopo la Brexit.


Consensi e scadenze vicine

Una rilevazione YouGov pubblicata il 20 ottobre assegna al Labour il 27% delle intenzioni di voto. I Conservatori seguono al 23%, Reform Uk al 22%, mentre Liberal Democratici e Verdi si attestano rispettivamente all’11% e al 10%.

Haddon ha invitato alla prudenza, ricordando che il governo è ancora nella fase iniziale. Tra gli appuntamenti imminenti figurano l’annuncio delle misure di bilancio previsto per il 28 ottobre, le indicazioni sulla devoluzione dei poteri nel Regno Unito e la presentazione di un piano decennale attesa nelle prossime settimane.

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Le riforme previste

Burnham ha commentato la ricorrenza con un messaggio pubblicato sui social: «Cento giorni fa, ho promesso di fare le cose in modo diverso. Dal taglio delle spese alla restituzione del potere alle comunità, il cambiamento è già in atto. Ma so che c'è ancora molto da fare: questo è solo l’inizio».

La ridefinizione dell’organizzazione dello Stato britannico richiederà però tempi lunghi. Haddon ha ricordato che tra le ipotesi discusse al congresso laburista di settembre figurano anche una revisione del sistema elettorale e un riavvicinamento all’Unione Europea.


Orizzonte delle elezioni

Per l’analista, queste riforme potrebbero produrre effetti soprattutto in vista delle prossime elezioni generali, previste nell’estate del 2029. Il calendario potrebbe cambiare soltanto se il governo decidesse di convocare il voto in anticipo, anche nel 2028, sfruttando l’attuale livello di consenso.

L’esecutivo dovrà intanto misurarsi con un elettorato diviso e con le difficoltà legate all’attuazione delle promesse economiche e istituzionali. La tenuta del bilancio e la gestione dei rapporti con Bruxelles saranno tra i primi elementi sottoposti a verifica.

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