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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Bukele frena sulle scarcerazioni: il piano riguarda 5mila detenuti

Il presidente salvadoregno ridimensiona le ipotesi circolate: i possibili benefici riguardano soltanto una parte dei collaboratori occasionali.

Non ci sarà una liberazione generalizzata dei detenuti arrestati nella vasta operazione contro le bande criminali in El Salvador. Nayib Bukele ha chiarito che l’eventuale uscita anticipata potrebbe interessare circa 5.000 persone, una quota limitata rispetto agli oltre 96.000 arresti effettuati.

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La rettifica ridimensiona l’annuncio

Il dato riguarda i 10.629 reclusi classificati come collaboratori occasionali. Secondo la valutazione preliminare illustrata dal presidente, circa la metà di questo gruppo potrebbe accedere a misure penitenziarie più favorevoli, mentre non è prevista la scarcerazione dell’intera popolazione carceraria coinvolta nella repressione.

Bukele ha precisato la portata del provvedimento durante l’incontro con Laura Fernández, presidente della Costa Rica. In quell’occasione ha spiegato che i singoli casi dovranno essere esaminati prima di decidere chi potrà beneficiare dell’uscita anticipata.


Il lavoro pubblico come requisito

L’accesso ai benefici sarebbe collegato a “Cero Ocio”, programma che prevede l’impiego dei detenuti in attività di utilità pubblica. L’obiettivo dichiarato dalle autorità è favorire il reinserimento attraverso il lavoro, evitando che queste persone debbano attendere fino a 10 anni prima di lasciare il carcere.

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“Di questi 10.000 rivedremo i casi e crediamo, in una revisione preliminare, che circa un 50% potrebbe entrare nel programma per poter uscire più rapidamente, riabilitati”, ha detto Bukele. Il numero indicato dal presidente resta quindi subordinato alla verifica delle singole posizioni e alla partecipazione al percorso previsto.


Il regime d’emergenza resta in vigore

La politica di sicurezza salvadoregna si fonda sul regime di eccezione introdotto nel marzo 2022. Il provvedimento, adottato per contrastare le organizzazioni criminali, ha portato a decine di migliaia di arresti e continua a suscitare critiche a livello internazionale.

Nonostante le contestazioni, la misura mantiene un ampio sostegno tra la popolazione di El Salvador. La nuova precisazione di Bukele interviene dunque all’interno di una strategia ancora attiva, ma delimita con maggiore precisione il numero dei detenuti che potrebbero ottenere una riduzione della permanenza in carcere.

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