Bukele frena sulle scarcerazioni: il piano riguarda 5mila detenuti
Il presidente salvadoregno ridimensiona le ipotesi circolate: i possibili benefici riguardano soltanto una parte dei collaboratori occasionali.
Non ci sarà una liberazione generalizzata dei detenuti arrestati nella vasta operazione contro le bande criminali in El Salvador. Nayib Bukele ha chiarito che l’eventuale uscita anticipata potrebbe interessare circa 5.000 persone, una quota limitata rispetto agli oltre 96.000 arresti effettuati.
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
La rettifica ridimensiona l’annuncio
Il dato riguarda i 10.629 reclusi classificati come collaboratori occasionali. Secondo la valutazione preliminare illustrata dal presidente, circa la metà di questo gruppo potrebbe accedere a misure penitenziarie più favorevoli, mentre non è prevista la scarcerazione dell’intera popolazione carceraria coinvolta nella repressione.
Bukele ha precisato la portata del provvedimento durante l’incontro con Laura Fernández, presidente della Costa Rica. In quell’occasione ha spiegato che i singoli casi dovranno essere esaminati prima di decidere chi potrà beneficiare dell’uscita anticipata.
Il lavoro pubblico come requisito
L’accesso ai benefici sarebbe collegato a “Cero Ocio”, programma che prevede l’impiego dei detenuti in attività di utilità pubblica. L’obiettivo dichiarato dalle autorità è favorire il reinserimento attraverso il lavoro, evitando che queste persone debbano attendere fino a 10 anni prima di lasciare il carcere.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
“Di questi 10.000 rivedremo i casi e crediamo, in una revisione preliminare, che circa un 50% potrebbe entrare nel programma per poter uscire più rapidamente, riabilitati”, ha detto Bukele. Il numero indicato dal presidente resta quindi subordinato alla verifica delle singole posizioni e alla partecipazione al percorso previsto.
Il regime d’emergenza resta in vigore
La politica di sicurezza salvadoregna si fonda sul regime di eccezione introdotto nel marzo 2022. Il provvedimento, adottato per contrastare le organizzazioni criminali, ha portato a decine di migliaia di arresti e continua a suscitare critiche a livello internazionale.
Nonostante le contestazioni, la misura mantiene un ampio sostegno tra la popolazione di El Salvador. La nuova precisazione di Bukele interviene dunque all’interno di una strategia ancora attiva, ma delimita con maggiore precisione il numero dei detenuti che potrebbero ottenere una riduzione della permanenza in carcere.
Continua a leggere
Sanzioni alla Russia, Trump frena: 60 giorni per valutare l’impatto globale
La Casa Bianca ha sospeso per due mesi l’applicazione delle nuove misure contro Mosca, mentre Rubio annuncia una verifica sugli effetti economici
Venezuela, la sfida di Machado: il piano in 14 punti per il dopo-chavismo
La coalizione antichavista rilancia la leader e mette il voto presidenziale al centro di una transizione pacifica, con garanzie per detenuti ed esuli.
La protesta senza regia: tra gli arrestati anche due dodicenni
Dai minorenni accompagnati a casa dai genitori ai messaggi diventati virali: le indagini cercano l’origine della mobilitazione e chi ne ha alimentato la diffusione.
Giovani e imprese, la Lombardia cerca chi raccoglierà il testimone
Il progetto Generazione Impresa porta nei territori storie, competenze e dubbi sul futuro del sistema produttivo regionale.