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Attualità 1 min di lettura52 min fa

Bruxelles, il mistero della puzza: cronisti in fuga prima di Zelensky

Nella sala stampa del Consiglio europeo si ripetono le esalazioni maleodoranti mentre i giornalisti aspettano il presidente ucraino.

L’attesa per Volodymyr Zelensky a Bruxelles è stata accompagnata da un imprevisto difficile da ignorare. Mentre i cronisti cercavano di seguire gli sviluppi sui possibili aiuti militari e finanziari a Kiev, nella sala stampa del Consiglio europeo l’attenzione è finita sulle ripetute ondate di cattivo odore.

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L’aria irrespirabile ruba la scena

La domanda si è diffusa rapidamente tra i presenti: «Che puzza… Ma chi è stato?». A quanto riferito, l’origine del problema sarebbe riconducibile a una persona non identificata, alle prese con evidenti difficoltà di aerofagia. Nessuno, però, è riuscito a individuare il responsabile.

Il primo episodio si era verificato giovedì sera, durante un incontro informativo con diplomatici. Alcuni giornalisti avevano dovuto lasciare la stanza in fretta, descrivendo l’odore come una ventata così forte «da far lacrimare gli occhi». L’episodio, quindi, non sarebbe rimasto isolato.

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Il bis durante l’attesa di Zelensky

Venerdì la scena si è ripetuta proprio nella sala gremita di cronisti che aspettavano l’arrivo del presidente ucraino. Zelensky era atteso a Bruxelles per confrontarsi con i leader europei su questioni delicate, mentre il Consiglio europeo affrontava negoziati complessi su più temi.

La situazione è risultata ancora più sgradita per chi arrivava da una notte lunga, segnata dalle trattative e dalla necessità di restare costantemente sul posto per non perdere aggiornamenti. Tra pasti saltati e ore di attesa, i giornalisti hanno finito per avviare una vera ricerca del colpevole, senza arrivare a una soluzione. Nel frattempo, il disagio ha conquistato spazio accanto alle notizie su armi e finanziamenti destinati all’Ucraina.

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