Benzina e urne Usa: il conto della guerra può cambiare il Senato
I rincari di carburanti e diesel aggravano il bilancio delle famiglie americane e rischiano di pesare sugli equilibri politici alle elezioni di metà mandato.
«Il fattore determinante è soprattutto rappresentato dalle abitudini di consumo», ha spiegato Jeff Colgan, direttore del Climate Solutions Lab della Brown University. Il dato aiuta a comprendere perché il peso dei rincari non sia uguale per tutte le famiglie americane: California e New York, pur avendo registrato aumenti alla pompa superiori alla media, hanno visto crescere meno la spesa complessiva grazie a consumi mediamente più contenuti.
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Il caro-carburanti entra nella sfida elettorale
Inflazione e costo della vita figurano tra le principali preoccupazioni degli elettori in vista delle elezioni di metà mandato. Il malcontento provocato dai prezzi più alti sta rendendo più contendibili anche alcune aree considerate tradizionalmente repubblicane, tra cui Kansas e Texas, secondo quanto osservato dal Wall Street Journal.
Su nove Stati dove la corsa per il Senato viene ritenuta incerta, sette hanno registrato un incremento della spesa familiare per la benzina superiore alla media nazionale: Iowa, Kansas, Maine, Michigan, New Hampshire, North Carolina e Texas. Si tratta di territori potenzialmente decisivi per la futura composizione del Congresso.
Inflazione spinta dall’energia
A settembre l’inflazione statunitense ha raggiunto il 3,7%. I dati del Dipartimento del Lavoro, ripresi dal Wall Street Journal, indicano che nel giro di un anno il prezzo della benzina è aumentato del 34%, mentre il gasolio destinato al riscaldamento ha segnato un balzo del 74% nello stesso mese.
Il rincaro dei carburanti è collegato alla guerra in Iran e, secondo il presidente Trump, soprattutto al conflitto in Ucraina. L’effetto si riflette sui bilanci domestici e aggiunge un tema economico sensibile alla campagna per le elezioni di metà mandato.
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Wyoming il più esposto
Le conseguenze cambiano molto in base allo Stato. Le stime del Climate Solutions Lab della Brown University calcolano che, dall’inizio del conflitto in Iran, una famiglia tipo del Wyoming abbia sostenuto un esborso annuo aggiuntivo di 975 dollari per la benzina. In Oregon la cifra stimata scende a 339 dollari: tra i due Stati corre dunque una distanza di 636 dollari.
A determinare il divario contribuiscono i prezzi locali, le spese di trasporto e la capacità delle raffinerie, ma anche il modo in cui ci si sposta. Nelle zone rurali, gli automobilisti tendono a percorrere tragitti più lunghi e a usare mezzi di dimensioni maggiori, risultando così più vulnerabili alle oscillazioni del carburante.
Il diesel pesa ancora di più
Per il diesel il conto aumenta ulteriormente, perché questo carburante è essenziale per la logistica delle merci e per il lavoro agricolo. In Wyoming la spesa familiare aggiuntiva stimata dall’inizio della guerra arriva a 2.254 dollari, quasi cinque volte il valore medio nazionale.
Alle spalle del Wyoming si trova l’Alaska, con 2.179 dollari. Anche Iowa, Kansas, Maine, New Hampshire e Texas hanno registrato incrementi del costo del diesel superiori alla media degli Stati Uniti.
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