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Attualità 4 min di lettura1 ora fa

Bruxelles, due giorni senza svolta: energia e Ucraina al centro del vertice Ue

I leader europei si riuniscono per preparare decisioni future su caro energia, competitività, sicurezza, migrazioni e rapporti con la Cina.

Un vertice europeo insolitamente lungo, ma senza decisioni immediate attese sui dossier più delicati. Il Consiglio europeo di ottobre si sviluppa su due giornate e punta soprattutto a definire il percorso politico per interventi successivi, con il caro energia destinato a occupare una posizione centrale.

Una fonte diplomatica ha descritto la riunione come un incontro «particolare»: nonostante un ordine del giorno molto impegnativo, l'obiettivo sarebbe soprattutto «aprire la strada» a scelte future. La questione dei prezzi energetici è particolarmente sensibile per gli Stati membri, anche in vista delle elezioni politiche previste in diversi Paesi, tra cui la Spagna di Pedro Sanchez il prossimo mese.

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Il caro energia mette i leader alla prova

La prima parte dei lavori sarà dedicata alla competitività e all'attuazione dell'agenda per un mercato europeo più integrato, definita dopo il vertice di Alden-Biesen. I capi di Stato e di governo prenderanno atto dell'intesa raggiunta in sede di Consiglio dell'Ue sul pacchetto dedicato all'integrazione e alla vigilanza dei mercati, considerato un tassello dell'Unione dei risparmi e degli investimenti.

Il compromesso, tuttavia, lascia fuori dalla vigilanza unica dell'Esma due importanti piazze finanziarie: Francoforte e Madrid. A Bruxelles si preferisce sottolineare il progresso compiuto, mentre la commissaria ai Servizi finanziari Maria Luis Albuquerque ha criticato pubblicamente il livello di ambizione dell'accordo.

Sul costo dell'energia, i leader dovrebbero concentrarsi su interventi di breve periodo. La Commissione europea ha indicato, tra le possibili soluzioni, lo slittamento di alcune norme sul metano e una revisione delle regole temporanee sugli aiuti di Stato. Dagli Stati membri dovrebbe arrivare la richiesta di ulteriori proposte, anche se non viene considerata realistica l'idea di una soluzione semplice a una crisi tanto complessa.

Il malcontento è evidente. Una fonte diplomatica ha parlato di frustrazione per la mancanza di progressi e ha osservato che «nessuno produce idee», ricordando la maggiore rapidità mostrata dalla Commissione durante la crisi dell'industria automobilistica. Sul tavolo resta anche la richiesta di flessibilità di bilancio avanzata da Italia e Grecia, tema che Giorgia Meloni intende sollevare pur non figurando formalmente nell'agenda.


Italia tra regole e margini di spesa

L'Italia ha chiesto di utilizzare gli spazi consentiti dalle regole attuali, mentre la Commissione ha già riconosciuto che l'inflazione elevata può essere considerata nella valutazione dei conti pubblici. Una fonte europea ha riconosciuto gli sforzi compiuti da Roma per uscire dalla procedura per deficit eccessivo, sottolineando però che la crescita debole rende il percorso particolarmente difficile.

La stessa fonte ha escluso, in termini generali, l'opportunità di allentare ulteriormente il patto di stabilità, considerato ancora recente, anche alla luce delle tensioni sui mercati obbligazionari. Per qualsiasi intervento comune sul caro energia sarà inoltre necessario il consenso unanime dei Paesi membri.

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Tra le questioni strutturali figura il sistema con cui viene determinato il prezzo dell'elettricità nell'Unione, ancora legato al meccanismo marginale e spesso al costo del gas. Si tratta di un problema già sollevato più volte da Mario Draghi quando era presidente del Consiglio e che continua a pesare sulla competitività dell'industria europea.


Cina, Ucraina e migrazioni completano il programma

Durante il pranzo della prima giornata, i leader discuteranno degli squilibri macroeconomici globali, con particolare attenzione ai rapporti tra Unione europea e Cina. La missione a Pechino del commissario al Commercio Maros Sefcovic viene indicata come parte di un dialogo che Bruxelles intende intensificare, affiancandolo a un possibile rafforzamento degli strumenti di tutela economica già disponibili.

Nel pomeriggio sarà esaminato il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2028-2034. La cena sarà invece dedicata all'allargamento dell'Unione e alle riforme necessarie per accogliere nuovi membri. Il confronto sulla competitività dovrebbe quindi includere sia i rapporti commerciali esterni sia l'organizzazione interna dell'Ue.

La seconda giornata si aprirà con l'Ucraina. Volodymyr Zelensky riferirà sugli ultimi sviluppi e, in seguito, i Ventisette discuteranno di difesa e sicurezza, anche in relazione all'aumento degli attacchi ibridi attribuiti con certezza o probabilità alla Russia. Nel programma figurano poi il Medio Oriente e, durante il pranzo, le migrazioni.

Prima dell'avvio dei lavori, Giorgia Meloni co-ospiterà una riunione degli Amici della Coesione. Il giorno successivo, insieme a Danimarca e Paesi Bassi, promuoverà un incontro informale sulle soluzioni per i rimpatri verso Paesi terzi, modello già sperimentato dall'Italia con i centri in Albania. La Francia non parteciperà: secondo il quadro riferito, vincoli costituzionali le impedirebbero di adottare strutture analoghe e Parigi teme possibili effetti di attrazione sui migranti.

I lavori cominceranno alle 10, con l'arrivo dei leader previsto dalle 8.30. All'apertura sarà presente Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo; al termine della riunione sono previste le conferenze stampa di Antonio Costa e Ursula von der Leyen.

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