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Attualità 4 min di lettura3 ore fa

Brescia, il reparto che nasce dal dolore: 700 bambini già curati

Il nuovo centro pediatrico per i trapianti degli Spedali Civili unisce ambienti protetti, tecnologie avanzate e una raccolta fondi sostenuta dall’intera comunità.

Per Giuseppe Navoni, presidente di AIL Brescia OdV, quella porta non è soltanto l’ingresso di un reparto. Più di venticinque anni fa vi entrò sua figlia Alessandra; oggi lui ricorda ancora cosa significhi accompagnare una bambina in un luogo dove la vita di una famiglia cambia radicalmente. Anche da esperienze così dolorose, ha spiegato, nasce l’impegno dell’associazione accanto ai malati e ai loro genitori.

A dare la misura dei progressi compiuti è Luigi Cajazzo, direttore generale della Asst Spedali Civili di Brescia. «Quarant’anni fa le possibilità di guarigione in Oncoematologia pediatrica arrivavano al 65%. Oggi tocchiamo un tasso di sopravvivenza del 90%», ha affermato, sottolineando la necessità di affiancare alle competenze cliniche ambienti adeguati e apparecchiature moderne.


Una struttura nata dalla solidarietà

Il reparto di Trapianto di midollo osseo pediatrico dell’ospedale dei Bambini della Asst Spedali Civili di Brescia è stato inaugurato oggi e continuerà a portare il nome di Monica e Luca Folonari. La riqualificazione ha richiesto un investimento complessivo di 1,5 milioni di euro e ha trasformato un progetto discusso appena un anno fa in uno spazio operativo dedicato ai piccoli pazienti.

L’intervento è stato reso possibile dall’azione congiunta di AIL Brescia OdV, Fondazione della Comunità Bresciana e Fondo “Cavaliere del Lavoro Francesco Folonari, Monica e Luca Folonari”. Alla raccolta hanno partecipato imprese, associazioni, fondazioni, gruppi, cittadini e singoli donatori, facendo convergere risorse diverse verso un obiettivo comune.


Spazi pensati per cure complesse

Il nuovo centro comprende cinque camere di degenza a pressione positiva, tutte dotate di filtro d’ingresso e bagno privato. Sono stati inoltre realizzati nuovi ambienti per medici e infermieri, depositi, spogliatoi, servizi e aree destinate ai familiari, insieme a impianti tecnologici aggiornati e sistemi per controllare costantemente i parametri vitali.

La progettazione ha seguito sia le prescrizioni sanitarie necessarie per i trapianti pediatrici sia l’esigenza di rendere più sostenibile una permanenza spesso lunga. Arredi, letti, televisori e colori sono stati scelti considerando non soltanto la funzionalità, ma anche il comfort dei bambini, dei genitori e degli operatori che lavorano ogni giorno nel reparto.


Il percorso dal progetto al cantiere

AIL Brescia ha accompagnato l’iniziativa fin dalle prime fasi, sostenendo la raccolta dei fondi e assumendo un ruolo diretto nell’organizzazione dei lavori. La campagna è stata raccontata anche attraverso il “Diario di bordo di Tom”, realizzato con il supporto del Giornale di Brescia: un racconto simbolico dell’attesa, della ricerca del donatore e del cammino verso il trapianto.

Per la parte tecnica, l’associazione si è affidata a DA.MA. Engineering, con il geometra Michele Canciani e l’ingegnere Stefano Dioni. AIL Brescia ha inoltre partecipato alla scelta delle aziende e dei fornitori, seguendo l’avanzamento dell’intervento dal suo avvio, nel luglio 2025, fino alla conclusione.

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Un centro con una lunga storia

Il TMO pediatrico degli Spedali Civili rappresenta un punto di riferimento attivo dal 1990. Da allora sono stati sottoposti a trapianto di cellule staminali oltre 700 bambini italiani e stranieri; nel giugno 2025 i pazienti trattati risultavano già 724.

Nel tempo, il Laboratorio cellule staminali ha sviluppato anche procedure per il trapianto aploidentico. In casi selezionati, questa possibilità consente di utilizzare cellule provenienti da un genitore non completamente compatibile, ampliando le alternative disponibili per i piccoli pazienti.


Un nome legato a due perdite

L’intitolazione a Monica e Luca Folonari assume ora un valore ulteriore. I due erano figli di Luisa Marchesani Folonari, scomparsa lo scorso luglio, pochi mesi prima dell’apertura del reparto che aveva sostenuto con convinzione.

Dopo esperienze familiari segnate dal lutto, Luisa Marchesani Folonari aveva indirizzato il proprio impegno verso le persone più vulnerabili, con particolare attenzione ai bambini, alle famiglie alle prese con la malattia e agli anziani. Il fondo istituito presso la Fondazione della Comunità Bresciana ha fornito una parte decisiva delle risorse necessarie per il rinnovamento.


Il sostegno continua anche fuori dal reparto

L’attività di AIL Brescia non si fermerà alla riqualificazione degli ambienti. Con il denaro raccolto durante la campagna di Natale 2025, l’associazione finanzierà percorsi gratuiti di supporto psicologico e nutrizionale per i pazienti pediatrici e per i loro familiari.

L’obiettivo è affiancare alle terapie un aiuto concreto nella gestione quotidiana della malattia. Il nuovo reparto mette così insieme protezione clinica, innovazione e accoglienza, mantenendo al centro non solo il bambino sottoposto al trapianto, ma l’intero nucleo familiare.

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