1.039notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 3 min di lettura14 ore fa

Bresaola e otto chili in più: la sfida alimentare di Momo Elmaghraby

Per affrontare Clemente Russo, il pugile egiziano-italiano deve salire di categoria e trasformare le calorie extra in muscoli, senza perdere intensità negli allenamenti.

Per un pugile abituato a controllare ogni grammo, l’obiettivo può anche essere l’opposto del solito: aumentare di peso senza compromettere la forma fisica. Mohamed «Momo» Elmaghraby sta preparando così la sfida del 21 novembre contro Clemente Russo, con un pasto a base di bresaola e pane integrale consumato in una palestra di Monza alle 11:25 di sabato mattina.

Offerta del giorno19 ottobre

Rowenta

-20% sulle aspirapolveri da Rowenta

Scade tra 73 giorni
********


La bilancia stavolta aiuta

Elmaghraby combatte normalmente nei mediomassimi e, quando è al massimo della condizione, pesa tra gli 86 e gli 87 chili. Per il confronto con Russo dovrà invece arrivare a un limite concordato di 93 chili, stabilito per questo singolo incontro: il combattimento sarà sulla distanza di otto riprese, all’interno della quattordicesima edizione di The Art of Fighting, a Milano.

«A ‘sto giro non è che devo perdere peso: devo metterne!», racconta il pugile. Le calorie, quindi, non sono un ostacolo da ridurre, ma uno strumento per sostenere il lavoro quotidiano e provare ad aggiungere sette o otto chili, possibilmente sotto forma di massa muscolare. Alle 11:25 aveva già fatto colazione e completato una prima seduta; più avanti lo attendeva un altro allenamento.


Più calorie, ma niente eccessi

Lo spuntino unisce carboidrati e proteine: il pane integrale serve a fornire energia, mentre la bresaola contribuisce al recupero. Il margine concesso dalla bilancia non significa però alimentazione senza regole. «Devo mangiare molto bene, per forza», spiega Elmaghraby, indicando un regime nel quale dolci, bibite gassate, succhi e alimenti troppo salati vengono normalmente limitati.

Sull’alcol preferisce non aprire nemmeno il discorso. In compenso, la lista dei cibi desiderati resta lunga: tra i piatti egiziani cita l’anatra con riso e brodo, le zucchine e i peperoni ripieni, oltre all’hawawshi, un panino farcito con carne molto speziata. Una specialità che si può trovare anche a Milano, sebbene non sia semplice da scovare, e che lascia un segno deciso anche sull’alito.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Dalla tavola alla disciplina

Nato in Egitto e trasferitosi in Italia a dodici anni, Elmaghraby ha conosciuto la boxe alla fine del 2015, dopo un’adolescenza complicata. Dal 2016 ha iniziato ad allenarsi con continuità e ha dovuto costruire anche una nuova consapevolezza alimentare: prima non controllava ciò che mangiava e non considerava il valore delle proteine o degli altri nutrienti.

Con il tempo ha imparato a informarsi sulle necessità del corpo. Mangiare abbastanza è diventato parte della preparazione tanto quanto allenarsi: serve a sostenere le sedute, recuperare e mantenere la forza. «Non sto rinunciando a niente», dice parlando della fase attuale, anche se trasformare sette chili in più in peso utile è molto diverso dal mettere semplicemente su grasso.


Il peso cambia la strategia

Nella boxe, la categoria non determina sempre il peso effettivo con cui un atleta combatte. Quando la pesata avviene il giorno prima, alcuni pugili cercano di rientrare in un limite più basso perdendo rapidamente liquidi e poi recuperando parte del peso tra la bilancia e il primo gong. Non si tratta soprattutto di dimagrire: il calo veloce dipende in larga misura dall’acqua.

Questa pratica mira a ottenere un possibile vantaggio fisico, ma non lo garantisce. Elmaghraby, contro Russo, segue il percorso inverso: deve crescere per affrontare un avversario e una soglia superiori rispetto alla propria abitudine. Le restrizioni sono quindi meno severe, mentre gli allenamenti restano duri. E, tra una risposta e l’altra, nella palestra Ironfit di Monza, della bresaola è rimasta ancora una fettina.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere