Brasile, l’astensione costa cara: multa e stop a passaporto e concorsi
Il 21,08% degli elettori non ha votato al primo turno, ma in Brasile l’assenza ingiustificata può creare problemi anche nella vita civile e amministrativa.
Oltre 30 milioni di brasiliani non si sono presentati alle urne al primo turno delle presidenziali, facendo salire l’astensione al 21,08%, il livello più alto mai registrato nel Paese. Il dato assume un peso particolare perché, diversamente dall’Italia, in Brasile il voto è un obbligo per gran parte della popolazione.
La consultazione ha premiato Jair Bolsonaro, arrivato al 47,03%, mentre Luiz Inácio Lula da Silva ha ottenuto il 45,16%. Nessuno dei due candidati ha raggiunto la maggioranza necessaria: la scelta del prossimo Presidente del Brasile è quindi rinviata al ballottaggio del 25 ottobre.
Chi rischia la sanzione
L’articolo 7 del Código Eleitoral, la legge n. 4.737 del 15 luglio 1965, prevede una multa per chi non vota senza una motivazione riconosciuta. L’importo varia dal 3% al 10% del salario minimo dello Stato federale di residenza dell’elettore.
L’assenza può essere regolarizzata presentando una giustificazione davanti al giudice elettorale entro trenta giorni dalla consultazione. L’obbligo non vale per tutti: il voto è facoltativo per i ragazzi tra i 16 e i 17 anni, per gli ultrasettantenni e per le persone analfabete, come stabilito dall’articolo 6 della stessa normativa.
Le conseguenze vanno oltre la multa
Il problema diventa più serio quando l’elettore non paga la sanzione e non sistema la propria posizione. In quel caso possono scattare limitazioni amministrative e civili: tra queste figurano l’esclusione dai concorsi e dalle prove per incarichi pubblici, oltre alla sospensione di stipendi e altri compensi legati a impieghi pubblici, autarchici o parastatali.
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La posizione irregolare può inoltre impedire la partecipazione a gare d’appalto pubbliche e rendere impossibile ottenere il passaporto o la carta d’identità. Non si tratta quindi soltanto di una penalità economica, ma di ostacoli concreti nell’accesso a diversi servizi e opportunità.
Tre assenze fanno scattare lo stop
La legge prevede una conseguenza ancora più pesante per chi salta tre elezioni consecutive senza giustificarsi e senza pagare le multe accumulate. In questa situazione l’iscrizione nei registri elettorali viene cancellata.
Da quel momento, le limitazioni civili e amministrative restano attive fino alla regolarizzazione. Le singole multe sono generalmente modeste e ammontano spesso a pochi real brasiliani, ma il loro numero può generare entrate complessive milionarie per lo Stato, che successivamente le redistribuisce ai partiti politici.
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