Botswana, 23 elefanti abbattuti per la festa: esplode la protesta
L’autorizzazione del governo per procurare carne alle celebrazioni dell’indipendenza riaccende il confronto sulla tutela della fauna selvatica e sulla caccia nel Paese.
La decisione del Botswana di abbattere 23 elefanti in vista delle celebrazioni per il sessantesimo anniversario dell’indipendenza dalla Gran Bretagna ha sollevato la dura opposizione della Elephant Protection Society. L’associazione teme che l’uccisione degli animali produca effetti anche sul comportamento degli esemplari sopravvissuti.
Il timore per gli elefanti rimasti
Secondo l’organizzazione, la perdita di alcuni membri del gruppo può rendere più aggressivi e guardinghi gli elefanti che restano. Il cambiamento, sostiene l’associazione, potrebbe avere conseguenze nei rapporti con le comunità locali e con le persone che vivono nelle aree interessate.
«Quando uno elefante viene ucciso, il resto diventa difensivo. Il gregge che una volta lasciava i tuoi figli ora si attacca a loro. Gli elefanti che potete cacciare con le mani non sono gli stessi animali», avverte la Elephant Protection Society. Il messaggio mira a sottolineare come l’abbattimento non riguardi soltanto gli esemplari scelti, ma possa modificare anche il comportamento del gruppo.
Carne per le celebrazioni nazionali
Il via libera è arrivato dal ministero dell’Ambiente e del Turismo del Botswana, che ha autorizzato la destinazione della carne alle iniziative organizzate per l’anniversario dell’indipendenza. Lo stesso provvedimento ha incluso anche l’abbattimento di altri animali selvatici, tra cui kudu, impala e gnu.
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La protesta dell’associazione si inserisce in una storia recente segnata da cambiamenti nelle politiche venatorie. Nel 2014, durante la presidenza di Ian Khama, il Botswana aveva introdotto il divieto della caccia ai trofei; cinque anni più tardi, sotto il suo successore Mokgweetsi Masisi, le restrizioni erano state cancellate.
La caccia dopo il cambio politico
La pratica è proseguita anche con Duma Boko, arrivato alla presidenza dopo aver sconfitto Masisi alle elezioni del 2024. Il nuovo episodio riporta così al centro del dibattito il rapporto tra gestione della fauna, tradizioni alimentari e protezione degli elefanti.
Per la Elephant Protection Society, la concessione relativa ai 23 esemplari rappresenta quindi un ulteriore passaggio di una politica contestata. L’associazione chiede attenzione non soltanto al numero degli animali uccisi, ma anche alle conseguenze che l’abbattimento può provocare sugli elefanti rimasti.
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