Booking sotto esame: l’Ue cerca falle contro truffe e falsi annunci
La Commissione europea ha aperto un procedimento per verificare come la piattaforma protegga gli utenti e renda riconoscibili le inserzioni a pagamento.
La Commissione europea ha acceso un faro su Booking.com per valutare se il portale rispetti gli obblighi previsti dal Digital Services Act. Al centro della verifica ci sono la sicurezza delle prenotazioni e il modo in cui vengono gestiti contenuti e annunci potenzialmente ingannevoli.
GioiaPura
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L’Ue indaga sulle inserzioni
Il procedimento formale riguarda innanzitutto gli annunci fraudolenti pubblicati sulla piattaforma. L’attenzione dell’istituzione europea si concentra anche sulle truffe di phishing, utilizzate per indurre gli utenti a fornire dati o a compiere pagamenti attraverso comunicazioni ingannevoli.
Un altro punto dell’istruttoria è la chiarezza delle inserzioni a pagamento. La Commissione vuole verificare se gli utenti siano messi nelle condizioni di distinguere correttamente i contenuti sponsorizzati dalle altre proposte presenti sul portale.
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La richiesta della Commissione
Henna Virkkunen, vicepresidente della Commissione europea, ha sottolineato la necessità di rafforzare la tutela di chi utilizza i servizi di prenotazione: «I cittadini europei dovrebbero poter prenotare le proprie vacanze senza il timore di essere truffati. Il Dsa attribuisce alle piattaforme chiare responsabilità per far fronte a tali rischi, e dobbiamo garantire che la principale piattaforma di prenotazione in Europa le prenda sul serio».
L’avvio dell’indagine non equivale a una conclusione sulle eventuali violazioni. La procedura servirà a esaminare il rispetto degli obblighi imposti dal Digital Services Act, con particolare riguardo alla prevenzione delle frodi e alla trasparenza commerciale.
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