Booking.com, l’Ue alza il livello: nel mirino truffe e annunci pagati
La Commissione europea verifica la gestione degli annunci fraudolenti, la sicurezza dei dati degli ospiti e la riconoscibilità delle inserzioni sponsorizzate.
Il modo in cui Booking.com protegge utenti e strutture ricettive è ora sotto esame a Bruxelles. La Commissione europea ha aperto un procedimento per accertare eventuali violazioni del Digital Services Act, con particolare attenzione alle truffe, ai dati delle prenotazioni e alla pubblicità a pagamento. Booking Holdings ha fatto sapere di essere pronta a collaborare pienamente con le autorità.
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Il nodo degli annunci sponsorizzati
Uno dei capitoli dell’indagine riguarda la visibilità degli alloggi nei risultati di ricerca. Le strutture possono infatti pagare commissioni più alte per ottenere un posizionamento migliore, ma la piattaforma deve rendere evidente agli utenti quando una proposta è stata favorita da un investimento pubblicitario.
L’esecutivo europeo verificherà anche se, davanti a ciascun annuncio, sia comprensibile chi lo abbia pubblicato, chi abbia sostenuto il costo della promozione e per quale ragione quella proposta venga mostrata. Sarà inoltre valutata la possibilità per gli utenti di intervenire sulle impostazioni che influenzano la selezione degli annunci.
Truffe e dati degli ospiti sotto esame
La Commissione analizzerà se Booking Holdings abbia individuato correttamente i rischi legati a contenuti illeciti o ingannevoli. Nel procedimento rientrano, tra gli altri, gli annunci riferiti a strutture inesistenti, i tentativi di furto d’identità e le offerte di alloggio non conformi alle regole. Bruxelles esaminerà anche l’efficacia delle contromisure, compresa la rimozione delle inserzioni irregolari.
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Un altro fronte riguarda il possibile uso improprio delle informazioni sulle prenotazioni e sugli ospiti. Gli accertamenti si concentreranno sul modo in cui questi dati vengono condivisi con le strutture e sul funzionamento del sistema di messaggistica, per capire se esistano protezioni adeguate contro i tentativi di phishing e le richieste fraudolente di pagamento.
Cosa impone il Digital Services Act
Il regolamento europeo stabilisce che chi utilizza una piattaforma debba poter riconoscere un contenuto pubblicitario e sapere per conto di chi viene diffuso. La distinzione è rilevante perché una posizione di rilievo nei risultati può dipendere dalla pertinenza rispetto alla ricerca oppure dal pagamento effettuato da una struttura.
L’avvio dell’indagine non equivale a una conclusione sulle eventuali responsabilità dell’azienda. La Commissione raccoglierà elementi sulle pratiche adottate da Booking.com e stabilirà in seguito se gli obblighi europei siano stati rispettati.
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