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Attualità 2 min di lettura6 ore fa

Bollette, la mossa dell’Italia per frenare la luce: cosa cambia

L’intesa con la Commissione europea consente di trasferire il costo delle emissioni nella tariffa, con l’obiettivo di ridurre il prezzo all’ingrosso dell’elettricità.

Il rincaro dell’energia torna a preoccupare famiglie e imprese, mentre l’Italia incassa da Bruxelles un primo accordo sul decreto Bollette. La soluzione individuata dal governo punta a contenere il prezzo dell’elettricità intervenendo sul peso della tassa europea sulle emissioni.

L’obiettivo è ottenere una riduzione complessiva per i consumatori, anche se una parte dell’onere verrebbe spostata direttamente nella tariffa finale. Sullo sfondo, però, resta l’allarme della Banca centrale europea, che segnala il possibile arrivo di nuovi aumenti.

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Il risparmio passa dalla bolletta

La strategia prevede che il costo legato al sistema Ets, oggi sostenuto dai produttori, venga inserito nella bolletta dei cittadini. Secondo le fonti del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, il trasferimento dovrebbe abbassare il prezzo all’ingrosso in misura maggiore rispetto all’incremento applicato alla tariffa finale.

Il meccanismo sarebbe quindi pensato per produrre un saldo positivo: i consumatori pagherebbero una componente aggiuntiva in bolletta, ma beneficerebbero di una diminuzione più ampia del costo dell’elettricità all’ingrosso. In Italia, infatti, le quotazioni della corrente risentono fortemente dell’andamento del gas.


Bruxelles dà il primo via libera

L’intesa raggiunta tra il governo italiano e la Commissione europea è necessaria perché il sistema Ets rientra nelle competenze dell’Unione europea. L’accordo rappresenta un passaggio importante, ma il percorso del decreto non può prescindere dal via libera delle istituzioni comunitarie.

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Spostando il peso economico delle emissioni, i produttori potrebbero ridurre i costi operativi e contribuire così alla discesa del prezzo all’ingrosso. La misura nasce dunque con l’intento di attenuare l’impatto dei rincari del gas sui consumatori finali.


L’inflazione resta il rischio

Il provvedimento arriva in una fase delicata per i mercati energetici. Nel mese di settembre l’inflazione legata all’energia ha raggiunto il 18,8%, secondo i dati riportati dalla Banca centrale europea, che nel suo bollettino sottolinea come gli aumenti possano riflettersi sulle famiglie in momenti diversi e nell’arco di due anni.

La presidente Christine Lagarde ha collegato la pressione sui prezzi anche alla situazione geopolitica. «La guerra in corso in Medio Oriente sta esercitando una fortissima pressione sull’approvvigionamento e sul trasporto di petrolio e gas», ha dichiarato, lasciando intravedere il rischio di ulteriori rincari.

Anche Jorgensen ha descritto la prossima stagione come difficile per cittadini e aziende, sostenendo che eventuali sussidi dovrebbero essere limitati nel tempo e destinati in modo mirato. Il piano italiano si inserisce quindi in una fase in cui il sostegno alle bollette deve fare i conti con mercati ancora esposti a nuove fiammate.

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