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Attualità 2 min di lettura15 ott

Antonelli, il nodo dei compensi: Mercedes dovrà svelare i contratti

Il Tribunale di Bologna ha ordinato la consegna degli accordi e dei pagamenti ricevuti dal pilota, mentre resta aperto il confronto con l’ex manager Giovanni Minardi.

La sfida per il titolo mondiale non è l’unico fronte aperto per Kimi Antonelli. Mentre il pilota italiano punta a un risultato storico in Formula 1, davanti al Tribunale di Bologna prosegue il procedimento avviato da Giovanni Minardi, figlio di Giancarlo, per il presunto recesso anticipato dall’accordo di gestione sottoscritto con Minardi Management.

Al centro della controversia ci sono i compensi maturati da Antonelli e quelli che avrebbe potuto ricevere fino al 2028. La richiesta dell’ex manager è infatti parametrata a una quota compresa tra il 10% e il 20% dei guadagni del pilota, per una somma che potrebbe raggiungere un valore milionario.

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Mercedes dovrà consegnare i documenti

Il passaggio più recente del procedimento riguarda l’ordine impartito dal Tribunale di Bologna a Mercedes e ad Antonelli. Entro il 6 novembre dovranno essere prodotti tutti gli accordi sottoscritti tra il pilota e la squadra dall’inizio del rapporto, oltre alla documentazione contabile completa sui pagamenti effettuati dalla scuderia a qualsiasi titolo.

L’avvocato Mattia Grassani, che assiste Minardi, ha spiegato che l’obiettivo è ricostruire con precisione il quadro economico dell’intesa tra Antonelli e Mercedes. «Il Tribunale ha accolto la nostra richiesta e ha disposto la produzione di una copiosa mole di documenti», ha riferito il legale, indicando nei contratti e nelle registrazioni dei pagamenti gli elementi centrali per definire la pretesa economica.

Secondo quanto sostenuto dalla difesa di Minardi, nel solo 2025 Antonelli avrebbe incassato più di 10 milioni di euro tra stipendio e bonus. Una volta acquisiti i dati completi, l’ex manager potrà quantificare con esattezza la somma richiesta nel giudizio.


Le due versioni restano lontane

Minardi contesta la cessazione unilaterale del rapporto, ritenendo che l’accordo sia stato interrotto prima della scadenza prevista. L’intesa, siglata dopo l’ingresso del giovane bolognese nel percorso Mercedes nel 2019, avrebbe dovuto restare valida fino al 2028.

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Antonelli e la sua famiglia sostengono invece di aver agito correttamente. All’epoca il pilota era già inserito nel programma dedicato ai giovani della casa tedesca e riceveva dal team anche supporto nella gestione della propria carriera, circostanza che contribuisce a rendere il contenzioso particolarmente articolato.

Grassani ha comunque ribadito che una soluzione concordata sarebbe preferibile per tutte le parti coinvolte. «La transazione richiede il consenso di entrambi i protagonisti: se non si raggiungerà un’intesa, la causa promossa dal mio cliente andrà avanti», ha dichiarato il legale, sottolineando anche il coinvolgimento di Mercedes e la conseguente esposizione pubblica del caso.


Possibili testimonianze nel procedimento

Le prossime udienze potrebbero ampliare il quadro delle testimonianze. Tra le persone eventualmente chiamate a deporre figurano Toto Wolff, team principal e amministratore delegato della squadra Mercedes, e Gwen Lagrue, responsabile del vivaio della scuderia e figura coinvolta nella crescita sportiva di Antonelli.

Per il pilota, intanto, l’attenzione resta concentrata sulla pista. Il titolo mondiale potrebbe essere conquistato già domenica 25 ottobre ad Austin: in caso di successo, Antonelli diventerebbe il primo italiano a trionfare in Formula 1 dopo Alberto Ascari, a 73 anni dall’ultimo precedente.

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