1.170notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Pif, risate e crisi interiore: il governo di Aldo non trova l’intesa

Alla Festa del Cinema di Roma il film ispirato alla pièce di Giacomo Ciarrapico alterna gag riuscite e malinconia, senza fondere del tutto i diversi registri comici.

Aldo vive la propria esistenza come se fosse una legislatura permanente: dentro di lui operano un governo, un parlamento e una serie di correnti in continuo conflitto. Quando la relazione con Claudia entra in una fase di sospensione, anche questo sistema mentale va in crisi. È il punto di partenza de “Il Ministero dell’Amore”, il film diretto e interpretato da Pif, presentato nella sezione Grand Public della 21esima Festa del Cinema di Roma e disponibile su Prime Video dal 18 dicembre come proposta natalizia di Amazon.

Offerta del giorno16 ottobre

Rowenta

-20% sugli aspirapolvere Rowenta

Scade tra 76 giorni
********


Una crisi sentimentale diventa politica

Il protagonista è un giornalista parlamentare che trasforma il proprio mestiere in una mappa interiore. A guidare il suo apparato psichico c’è un presidente del Consiglio affidato a Corrado Guzzanti, circondato da ministri e funzionari interpretati anche da Pietro Sermonti e Carlo De Ruggieri, volti legati all’universo di Boris e Ogni maledetto Natale (2014).

Claudia, compagna di Aldo da molti anni, è interpretata da Alessandra Mastronardi. La sua richiesta di una pausa mette in discussione ogni certezza del giornalista e produce, nella sua mente, un vero terremoto istituzionale. Anna Finocchiaro veste invece i panni della leader dell’opposizione che, dopo il voto, entra nell’esecutivo: una soluzione narrativa che richiama i frequenti rimpasti della politica italiana.


Il cast comico non basta

Il film alterna la quotidianità del cronista alle scene ambientate nella sua mente. Il risultato offre gag capaci di strappare risate e passaggi più teneri, affidati soprattutto all’espressione malinconica di Pif. La costruzione nasce dalla pièce teatrale Star e da un’idea di Giacomo Ciarrapico risalente al 2013, quindi precedente a Inside Out, arrivato al cinema nel 2015.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Proprio il confronto con il film d’animazione Pixar è però difficile da evitare per chi guarda oggi questa storia. La satira politica e il tono grottesco si intrecciano con la comicità più ironica, affettuosa e nostalgica associata a Pif, ma i due percorsi non procedono sempre insieme. Da una parte emerge lo sberleffo diretto di Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo; dall’altra resta il registro personale del protagonista, e l’amalgama appare a tratti discontinuo.


Risate tra molti cambi di tono

La presenza di interpreti già legati al gruppo di Boris rafforza i momenti più apertamente farseschi, mentre il percorso emotivo di Aldo spinge il racconto verso la malinconia. Questo passaggio continuo tra commedia politica, introspezione e sentimento produce episodi brillanti, ma non sempre una progressione fluida.

Nonostante gli squilibri, il pubblico della Festa del Cinema di Roma ha diversi motivi per divertirsi. Le debolezze nella fusione dei registri non cancellano l’efficacia di molte situazioni comiche, né il valore dell’idea centrale: rappresentare una crisi amorosa come il collasso di un intero governo interiore.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere