Oleshky, 1.700 civili intrappolati: la richiesta del Papa a Putin
Nella città occupata dal 2022 mancano beni essenziali, mentre mine e blocchi impediscono la fuga della popolazione.
A Oleshky circa 1.700 persone, soprattutto donne e anziani, sono rimaste senza vie d’uscita e con risorse ormai ridotte al minimo. Nella città ucraina, controllata dalla Russia, non ci sono cibo, acqua, medicinali né energia elettrica sufficienti: una situazione che ha spinto Papa Leone XIV a rivolgersi a Vladimir Putin per ottenere una pausa nei combattimenti.
Il pontefice ha chiesto che la tregua permetta di portare aiuti alla popolazione e di organizzare l’allontanamento volontario e sicuro dei civili. A rendere ancora più drammatica l’emergenza sono le strade disseminate di mine e i passaggi chiusi dall’esercito russo, condizioni che impediscono agli abitanti di lasciare l’area.
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Una città isolata e senza risorse
Oleshky sorge sulla sponda sinistra del Dnepr, a circa nove chilometri da Cherson. Le due città si guardano da rive opposte: Cherson è in mano ucraina, mentre Oleshky è occupata dalle forze russe dal 2022.
Nel 2023 la distruzione della diga di Kakhova provocò l’allagamento dell’abitato, danneggiando numerosi quartieri e compromettendo le infrastrutture. Nel 2026, dopo un ulteriore isolamento, la città si trova priva dei servizi indispensabili e in una condizione descritta come una catastrofe umanitaria.
Aiuti insufficienti, malati senza cure
Alla fine di settembre l’esercito ucraino è riuscito a far arrivare quattro tonnellate di viveri utilizzando i droni. La quantità, tuttavia, non ha risolto le necessità di una popolazione rimasta per lungo tempo senza rifornimenti regolari.
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Secondo la Missione di monitoraggio dei diritti umani delle Nazioni Unite in Ucraina, nella città restano circa 1.700 civili. Le strutture sanitarie non riescono a trasferire i pazienti più gravi e, secondo Meduza, le ambulanze avrebbero smesso di rispondere alle richieste di intervento.
I morti lasciati nelle strade
L’emergenza riguarda anche la gestione dei decessi. Gli abitanti non riuscirebbero più a dare sepoltura ai propri morti, mentre le autorità russe avrebbero vietato le inumazioni, secondo quanto riportato dal Washington Post.
I corpi vengono così coperti con teli o lenzuola e lasciati all’aperto, esposti al caldo e al vento. È questo il quadro che ha portato Papa Leone XIV a chiedere un’interruzione temporanea delle ostilità: consentire l’arrivo di generi essenziali e garantire un’evacuazione sicura dei civili ancora bloccati a Oleshky.
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