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Attualità 2 min di lettura18 min fa

Bollette e spesa, la stangata di settembre: inflazione al 4,2%

L’accelerazione dei prezzi colpisce soprattutto le famiglie meno abbienti, mentre energia, prodotti freschi e acquisti frequenti trainano il nuovo aumento del costo della vita.

Per una famiglia con minori disponibilità economiche, l’aumento dei prezzi nel terzo trimestre 2026 ha raggiunto il 4,4%, contro il 2,9% rilevato tra i nuclei con una capacità di spesa più elevata. È uno degli effetti più pesanti dell’accelerazione dell’inflazione, arrivata a settembre al 4,2% su base annua, il livello più alto degli ultimi tre anni.

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Energia al centro della fiammata

A trainare la crescita sono soprattutto le voci legate all’energia. In dodici mesi i prezzi dei beni energetici sono aumentati del 22,6%, rispetto al 17,1% registrato ad agosto. L’incremento mensile è stato del 5,2%, secondo i dati diffusi dall’Istat, che ha confermato la stima preliminare.

L’aumento risulta ancora più marcato per le tariffe sottoposte a regolamentazione pubblica, come quelle di luce e gas: il rialzo annuo è passato dal 18,6% al 25,8%. Per le componenti determinate dal mercato, invece, l’accelerazione va dal 17% al 22,5%; nell’arco di un mese le due voci sono salite rispettivamente del 5,8% e del 4,6%.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo ha segnato inoltre un progresso dello 0,7% rispetto ad agosto. L’inflazione annua, che nel mese precedente era al 3,3%, ha quindi compiuto un salto di quasi un punto percentuale.


Il fresco pesa sul carrello

Anche gli alimentari hanno contribuito al risultato complessivo: la variazione annua è passata dall’1% all’1,7%. L’intero incremento è riconducibile ai prodotti non lavorati, cresciuti dal 3,8% al 5,5%. Il cosiddetto carrello della spesa ha registrato un’accelerazione dallo 0,9% all’1,5%, mentre gli articoli comprati più spesso sono aumentati del 5,2%, contro il 4,3% di agosto.

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Tra i rincari più evidenti figurano quelli di frutta e verdura. Le elaborazioni di Adusbef indicano, nell’arco di un anno, aumenti del 28% per i carciofi, del 27,2% per le fragole, del 19,3% per i pomodori e del 18,7% per cavolfiori e broccoli. L’Unione Nazionale Consumatori rileva invece che, soltanto a settembre, i pomodori sono saliti del 21,1%, le zucchine del 16,7% e i cetrioli del 14,8%.

A crescere sono stati anche i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona, con un incremento del 2,9%, oltre alle attività legate ai trasporti, aumentate dell’1,6%. Per le associazioni dei consumatori, il quadro risente dei costi più elevati di energia, carburanti e trasporto, ai quali si aggiungono le conseguenze delle condizioni climatiche.


La spesa annuale secondo le associazioni

Il Codacons descrive il quadro come “una batosta per i consumatori” e calcola un esborso aggiuntivo di 1.389 euro all’anno per ciascun nucleo familiare. L’Unione Nazionale Consumatori, con una stima diversa, quantifica invece il maggior costo in 1.116 euro.

Il presidente Massimiliano Dona invita a non considerare conclusa la fase degli aumenti. “Siamo solo all’inizio”, ha affermato, indicando nelle prossime bollette invernali il possibile punto di ulteriore pressione sui bilanci domestici.

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