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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Bollette e nucleare, la svolta Ue passa da rete e consumi

Bruxelles punta su elettricità pulita, fonti rinnovabili e atomo per rafforzare sicurezza, competitività e decarbonizzazione, correggendo gli squilibri ancora presenti.

Per alleggerire il costo dell’energia non basta intervenire sulla produzione: secondo Dan Jørgensen occorre considerare insieme prezzo della corrente, imposte e oneri di rete. Il commissario europeo all’Energia indica inoltre nei consumi spostati verso le ore di minore richiesta e nei contatori intelligenti due strumenti utili per ridurre la spesa delle famiglie.


Rete e sussidi frenano la transizione

Sul collegamento alla rete, Jørgensen ha ricordato che i governi nazionali conservano spazio per stabilire le proprie priorità, anche nel caso dei centri dati. Questa libertà può incidere sulla velocità con cui nuovi impianti e grandi utilizzatori vengono integrati nel sistema elettrico.

A pesare sono anche alcune scelte economiche ancora incoerenti con gli obiettivi europei. Il commissario ha segnalato squilibri fiscali persistenti e ha criticato il sostegno pubblico alle fonti fossili, ricordando che, durante la crisi in Medio Oriente, era stato chiesto agli Stati di non finanziare ribassi sul gasolio: diversi Paesi hanno comunque seguito quella strada, giudicata non sostenibile sul piano strategico.


L’elettrificazione resta il nodo

La Commissione europea vuole accelerare il passaggio a un modello fondato su energia prodotta localmente e maggiore elettrificazione. Nel collegio dei commissari del 17 luglio, a Bruxelles, Jørgensen ha definito questa combinazione «la risposta alle sfide dell’Europa in termini di sicurezza, competitività e decarbonizzazione».

Il commissario ha anche indicato la necessità di aumentare gli «elettroni verdi», ottenuti sia dall’atomo sia dalle rinnovabili, così da limitare il ricorso a elettricità importata e più costosa. Il problema, ha osservato, è che l’elettrificazione procede in una situazione di sostanziale stagnazione da circa dieci anni e rappresenta ormai un ostacolo centrale per la trasformazione del sistema energetico.

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Bruxelles rilancia l’energia atomica

Nel 2024 l’Unione ha aggiunto una quantità record di nuova capacità eolica e solare, pari a 78 gigawatt, mentre nel 2025 la produzione nucleare europea ha registrato un lieve incremento. Per Jørgensen, però, la crescita delle fonti pulite deve essere accompagnata da una migliore integrazione dell’elettricità nei diversi comparti ad alta domanda, dall’industria ai trasporti fino all’edilizia.

La Commissione valuta ora la possibilità di fissare obiettivi inizialmente indicativi, pensati per mostrare l’impegno politico e orientare le decisioni degli Stati. Un eventuale passaggio a vincoli obbligatori sarà esaminato dopo uno studio d’impatto approfondito.

La linea coinvolge anche il nucleare. Ursula von der Leyen aveva sostenuto nel marzo 2026, durante il Vertice sull’energia nucleare, che la riduzione del peso dell’atomo fosse stata «un errore strategico» per l’Unione. L’apertura non riguarda soltanto il Partito Popolare Europeo: anche i Socialisti, famiglia politica di cui fa parte il Partito Democratico, riconoscono un ruolo all’energia nucleare nella strategia continentale di lungo periodo.

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