Smartphone a 12 anni: il segnale d’allarme sui disturbi alimentari
Una ricerca su circa 9mila adolescenti collega l’accesso precoce al telefono a una maggiore presenza di comportamenti legati al disagio alimentare.
Australia, Francia e Regno Unito hanno già adottato limitazioni sull’accesso ai social o sull’utilizzo del cellulare da parte dei più giovani. In Spagna, Italia e nell’Unione Europea, invece, il tema resta al centro del confronto politico e istituzionale.
La ricerca dell’Università della California a San Francisco non indica una soglia anagrafica valida per tutti. Suggerisce però alle famiglie di valutare con attenzione quando consegnare il primo telefono ai figli e ai medici di considerare il possesso di uno smartphone tra gli elementi da esaminare nei casi di disturbi alimentari o di difficoltà legate alla salute mentale.
I social possono amplificare il disagio
Il collegamento tra telefono e problemi alimentari passa soprattutto dai contenuti visualizzati sulle piattaforme sociali. Commenti sul peso, giudizi sull’aspetto fisico e il confronto continuo con immagini idealizzate possono spingere i ragazzi a osservare il proprio corpo come qualcosa da controllare e correggere.
A questo percorso possono aggiungersi suggerimenti diffusi da persone prive di preparazione medica, comprese pratiche molto restrittive. Un test realizzato nel 2022 dal Center for Countering Digital Hate ha mostrato che alcuni profili fittizi attribuiti a tredicenni, creati su TikTok, ricevevano in pochi minuti filmati su dimagrimento, benessere e digiuni prolungati per più giorni.
Il primo telefono arriva presto
In Italia l’accesso al cellulare avviene spesso già durante la scuola media. Secondo l’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche, soltanto un ragazzo su dieci, a quell’età, non possiede ancora un telefono.
La diffusione degli apparecchi si accompagna a segnali di disagio che possono comparire molto prima dell’adolescenza. La Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza stima che circa tre milioni di bambini tra gli 8 e i 9 anni presentino manifestazioni riconducibili a forme di difficoltà nel rapporto con il cibo.
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Cosa ha rilevato lo studio
La pubblicazione, apparsa il 25 settembre su Jama Network Open, si basa sui dati dell’Adolescent Brain Cognitive Development Study, un progetto statunitense che segue nel tempo lo sviluppo del cervello e le condizioni di salute di bambini e adolescenti. Gli studiosi hanno preso in esame circa 9mila ragazzi di età compresa tra 12 e 14 anni.
Tra i dodicenni già in possesso di uno smartphone, il 24% mostrava almeno un comportamento associato ai disturbi del comportamento alimentare. La quota scendeva al 16% tra i coetanei che non avevano ancora ricevuto un telefono.
I comportamenti sotto osservazione
Nel gruppo analizzato comparivano segnali diversi: episodi di abbuffata, ricorso ai lassativi, controllo frequente del peso e timore di aumentare di peso. Nel complesso, ricevere il primo smartphone a 12 anni è risultato associato a un incremento dell’8% nella probabilità di sviluppare disturbi del comportamento alimentare.
Il dato non riguarda soltanto l’alimentazione in senso stretto, ma anche il modo in cui i ragazzi percepiscono il proprio corpo e reagiscono alle pressioni esterne. Per questo, secondo le indicazioni che emergono dalla ricerca, il momento della consegna del primo telefono dovrebbe essere valutato insieme alle abitudini digitali e alla vulnerabilità individuale.
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