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Attualità 1 min di lettura21 ott

Bolivia, minacce ai familiari di Paz: l’ombra della lotta ai narcos

Il governo boliviano ha aperto un’indagine dopo gli avvertimenti rivolti ai parenti del presidente, mentre cresce la pressione della criminalità organizzata sulla giustizia.

A preoccupare il presidente boliviano Rodrigo Paz non sono soltanto i rischi per i suoi familiari, ma anche l’influenza che i gruppi criminali possono esercitare sulle istituzioni. Il capo dello Stato ha definito inaccettabile che le intimidazioni condizionino l’operato dei tribunali.

Paz ha richiamato soprattutto la situazione dei magistrati attivi nelle zone di frontiera, dove la presenza di bande armate può trasformare le minacce in uno strumento capace di incidere sulle decisioni giudiziarie. «È inaccettabile che la minaccia della criminalità organizzata detti i verdetti dei tribunali in Bolivia», ha sostenuto.

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La famiglia esposta per la lotta ai narcos

Nei giorni scorsi il presidente aveva avvertito che i suoi parenti potrebbero essere bersaglio di ritorsioni per le misure adottate dal governo contro il narcotraffico. Nel mirino delle autorità sono finiti il narcotrafficante uruguaiano Sebastián Marset e altre organizzazioni criminali.

Marset è stato catturato a marzo e successivamente consegnato agli Stati Uniti. Secondo quanto riferito da Paz, proprio le decisioni assunte contro di lui e contro altre bande avrebbero aumentato il livello di rischio per la sua famiglia.

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Il governo cerca i responsabili

A confermare l’esistenza delle intimidazioni è stato il ministro dell’Interno Marco Antonio Oviedo, intervenuto a La Paz davanti ai giornalisti. Il ministro ha reso noto che sono arrivati diversi avvertimenti rivolti ai familiari del presidente e che le autorità stanno verificando l’accaduto.

Non sono stati forniti elementi sull’entità precisa degli episodi. Oviedo non ha indicato né quanti siano stati i casi segnalati né chi possa trovarsi dietro le minacce, lasciando aperta l’indagine sui possibili responsabili.

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