Bolivia, minacce ai familiari di Paz: l’ombra della lotta ai narcos
Il governo boliviano ha aperto un’indagine dopo gli avvertimenti rivolti ai parenti del presidente, mentre cresce la pressione della criminalità organizzata sulla giustizia.
A preoccupare il presidente boliviano Rodrigo Paz non sono soltanto i rischi per i suoi familiari, ma anche l’influenza che i gruppi criminali possono esercitare sulle istituzioni. Il capo dello Stato ha definito inaccettabile che le intimidazioni condizionino l’operato dei tribunali.
Paz ha richiamato soprattutto la situazione dei magistrati attivi nelle zone di frontiera, dove la presenza di bande armate può trasformare le minacce in uno strumento capace di incidere sulle decisioni giudiziarie. «È inaccettabile che la minaccia della criminalità organizzata detti i verdetti dei tribunali in Bolivia», ha sostenuto.
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
La famiglia esposta per la lotta ai narcos
Nei giorni scorsi il presidente aveva avvertito che i suoi parenti potrebbero essere bersaglio di ritorsioni per le misure adottate dal governo contro il narcotraffico. Nel mirino delle autorità sono finiti il narcotrafficante uruguaiano Sebastián Marset e altre organizzazioni criminali.
Marset è stato catturato a marzo e successivamente consegnato agli Stati Uniti. Secondo quanto riferito da Paz, proprio le decisioni assunte contro di lui e contro altre bande avrebbero aumentato il livello di rischio per la sua famiglia.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Il governo cerca i responsabili
A confermare l’esistenza delle intimidazioni è stato il ministro dell’Interno Marco Antonio Oviedo, intervenuto a La Paz davanti ai giornalisti. Il ministro ha reso noto che sono arrivati diversi avvertimenti rivolti ai familiari del presidente e che le autorità stanno verificando l’accaduto.
Non sono stati forniti elementi sull’entità precisa degli episodi. Oviedo non ha indicato né quanti siano stati i casi segnalati né chi possa trovarsi dietro le minacce, lasciando aperta l’indagine sui possibili responsabili.
Continua a leggere
Milano, la piazza può cambiare volto: l’ombra della saldatura anarchica
Gli investigatori temono un avvicinamento tra i giovani protagonisti delle devastazioni di ottobre e l’area anarco-insurrezionalista milanese, già pronta a scendere in strada.
Notte da incubo a 2.300 metri: fratelli soccorsi al rifugio chiuso
Due ragazzi tedeschi di 13 e 16 anni hanno tentato di passare la notte all’aperto dopo aver trovato sbarrata la struttura scelta dai genitori per il trekking.
Gasolio, i pescherecci di Ancona al limite: cosa chiedono
La flotta marchigiana denuncia costi quasi raddoppiati, pagamenti ancora attesi e il rischio di licenziamenti se gli aiuti non arriveranno in tempi rapidi.
Siani sta con gli autotrasportatori, Conti distingue: il confronto in diretta
A Tale e Quale Show il dibattito sulle proteste per il carburante si intreccia con gli episodi di violenza e vandalismo avvenuti a Milano.