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Attualità 2 min di lettura19 ott

Bolivia, il fermo di Condori riaccende lo scontro sui sussidi

Il senatore oppositore è stato arrestato a El Alto per il ruolo presunto nelle proteste contro il taglio degli aiuti al carburante; nel procedimento compare anche Evo Morales.

Cinquantatré giorni di blocchi stradali hanno messo in difficoltà la Bolivia tra maggio e giugno, dopo la decisione del presidente Rodrigo Paz di cancellare i sussidi al carburante. La crisi ha coinvolto la capitale e diverse altre città, spingendo il governo a proclamare uno stato di emergenza valido fino alla fine dell’anno.

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Le proteste tornano al centro dello scontro

Secondo l’accusa, il senatore Nilton Condori avrebbe avuto un ruolo tra i promotori della mobilitazione sociale. Le manifestazioni erano nate come reazione all’aumento dei costi legato alla soppressione degli aiuti pubblici sul carburante, una misura contestata con blocchi e iniziative di piazza.

Già a maggio la Procura aveva disposto provvedimenti restrittivi per terrorismo e istigazione a delinquere contro Mario Argollo, dirigente della Centrale dei lavoratori boliviani, e altri esponenti del movimento sindacale. Tra le persone coinvolte figurava anche Condori.


Condori fermato prima dell’incontro

Il senatore è stato fermato a El Alto poco prima di una riunione politica da lui organizzata. L’obiettivo dell’appuntamento era riunire in un fronte comune le forze della sinistra, in un momento segnato dall’inasprimento del confronto con il governo.

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Condori è considerato uno degli oppositori più duri del presidente centrista Rodrigo Paz. La conferma dell’arresto è arrivata dal portavoce della presidenza, José Luis Gálvez, intervenuto ai microfoni di Radio Panamericana.


Anche Morales nel procedimento

La stessa inchiesta coinvolge, in qualità di indagato, anche Evo Morales, presidente della Bolivia dal 2006 al 2019 ed esponente storico della sinistra del Paese. Il suo nome si aggiunge a quello di Condori nel fascicolo aperto dalla Procura sulle proteste e sulle conseguenze dei blocchi.

Con lo stato di emergenza ancora in vigore sino alla conclusione dell’anno, l’arresto del senatore porta nuovamente sul terreno giudiziario il conflitto nato dalla riforma dei sussidi. Le accuse contestate a Condori sono terrorismo e istigazione a delinquere.

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