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Attualità 1 min di lettura3 ore fa

Boeri frena sulla patrimoniale: «Meglio colpire le grandi eredità

L’economista invita la sinistra a evitare misure indistinte, mette in guardia dal favorire i populisti e sostiene la riduzione del costo del lavoro

Tito Boeri prende le distanze dall’idea di un prelievo patrimoniale applicato senza distinguere tra i diversi livelli di ricchezza. A suo giudizio, una misura generale potrebbe creare timore, mentre il tema della tassazione dovrebbe concentrarsi sui patrimoni ereditati di maggiore entità.


Il nodo delle grandi eredità

Nel ragionamento dell’economista, la soluzione non consiste nel colpire indistintamente il patrimonio degli italiani. Boeri indica invece nelle successioni più consistenti l’ambito su cui intervenire, con un’impostazione mirata e rivolta alle ricchezze accumulate dalle famiglie più abbienti.

La sua posizione si riassume nella necessità di «tassare le grandi eredità», evitando che il confronto sulla redistribuzione si trasformi in una proposta percepita come una minaccia generale. Il riferimento arriva nel dibattito seguito alla proposta avanzata da Carofiglio.

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Il rischio di favorire i populisti

Boeri richiama anche le conseguenze politiche delle scelte fiscali. Una patrimoniale formulata in termini troppo ampi, secondo l’economista, potrebbe allontanare consensi e finire per consegnare voti ai movimenti populisti.

Nella stessa prospettiva, valuta positivamente l’ipotesi di ridurre il costo del lavoro. L’alleggerimento degli oneri legati all’occupazione rappresenta, per Boeri, un intervento da considerare nel quadro delle politiche economiche, accanto a una maggiore attenzione verso le grandi eredità.

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