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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Binance, l’Fbi accusa la Corea del Nord del cyberfurto

L’indagine iniziale di TRM Labs aveva già seguito la pista nordcoreana legata al gruppo TraderTraitor

L’Fbi ha attribuito alla Corea del Nord l’attacco informatico contro Binance, dal quale sarebbero stati sottratti 6,3 miliardi di dollari.

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L’accusa dell’Fbi

Secondo l’Fbi, dietro il furto c’è TraderTraitor, gruppo criminale informatico riconducibile alla Corea del Nord. L’operazione viene descritta come il più grande colpo mai registrato nel settore delle criptovalute.

L’agenzia statunitense ha collegato il gruppo nordcoreano alla violazione della piattaforma e alla successiva sottrazione degli asset digitali. L’entità del bottino ha portato a definire l’episodio il “furto del secolo”.

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La pista già esaminata

Prima dell’attribuzione ufficiale dell’Fbi, TRM Labs aveva seguito una pista che conduceva a Pyongyang. La società, specializzata nell’analisi delle attività legate alle criptovalute, aveva concentrato i primi accertamenti su possibili legami con operatori nordcoreani.

Il riferimento a TraderTraitor rafforza quella direzione investigativa e collega l’attacco a una struttura già associata ad attività criminali informatiche condotte dalla Corea del Nord.

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