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Attualità 2 min di lettura4 ore fa

Bianchedi lascia, Malagò sfida Abodi: lo strappo ai vertici dello sport

Le dimissioni della dirigente della Nazionale aprono un duro confronto tra il presidente Malagò e il ministro Abodi sulle dinamiche interne allo sport italiano.

Diana Bianchedi non è più la capo delegazione della Nazionale maschile. La dirigente ha rassegnato le dimissioni irrevocabili dopo le critiche ricevute dal ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, scegliendo di farsi da parte per evitare che il confronto istituzionale finisse per coinvolgere gli Azzurri.

La decisione ha però prodotto l’effetto opposto sul piano politico-sportivo: Giovanni Malagò ha difeso apertamente l’ex schermitrice e ha contestato il modo in cui Abodi ha affrontato la vicenda. A margine dell’assemblea di Lega Pro, il presidente ha definito l’intervento del ministro «non convenzionale, sgrammaticato, fuori luogo».


La rottura è nata nel Coni

Il contrasto era emerso durante una riunione della Giunta del Coni dedicata al commissariamento della Federazione Italiana Pesi, poi approvato senza voti contrari. Bianchedi, vicepresidente vicaria del Comitato Olimpico, e Marco Di Paola, vicepresidente, avevano manifestato dubbi sulla direzione seguita dalla presidenza, ritenuta vicina alle posizioni del ministro.

Abodi aveva replicato pubblicamente ai due dirigenti in un’intervista a Sky Sport. Pur riconoscendo il loro diritto a esprimere un’opinione, aveva aggiunto che, qualora il dissenso fosse stato costante, avrebbero dovuto «fare una scelta». Quelle parole hanno contribuito ad alimentare una frattura già evidente tra il governo e i vertici dello sport.


Malagò difende la dirigente

Bianchedi era stata scelta da Malagò il 9 agosto per guidare la delegazione della Nazionale. La sua posizione, tuttavia, era resa più delicata dalla contemporanea presenza negli organismi del Coni e nell’area federale legata alla squadra azzurra.

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Per evitare possibili strumentalizzazioni e proteggere il gruppo alla vigilia dei prossimi appuntamenti internazionali, l’ex fiorettista ha spiegato di voler «proteggere la squadra da inutili polemiche». Malagò ha condiviso la scelta e ha sostenuto che le recenti uscite del ministro non riguardassero soltanto questo episodio: a suo giudizio, «i fatti mi sembrano molto chiari».


Ora serve un nuovo capo delegazione

L’uscita di Bianchedi lascia scoperta una casella dell’organigramma della Nazionale. La FIGC dovrà quindi individuare in tempi rapidi un nuovo responsabile della delegazione, mentre il confronto tra il ministero e le principali istituzioni sportive resta aperto.

La vicenda, partita da un dissenso espresso nella Giunta del Coni, si è così allargata fino a coinvolgere la gestione della Nazionale e i rapporti tra governo e dirigenti dello sport italiano. Il prossimo incarico dovrà essere assegnato in un contesto segnato da una tensione che le dimissioni non hanno attenuato.

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