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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Belgrado, la Lista studentesca prepara il nuovo governo

Il movimento ha ottenuto 140 seggi e avrà 90 giorni per indicare l’esecutivo dopo l’insediamento parlamentare.

La Lista studentesca serba ha già indicato le prime richieste di cambiamento, in attesa della nascita del nuovo governo.

A Belgrado sono stati rimossi dai muri diversi graffiti nazionalisti e offensivi. È stato inoltre sgomberato il Pionirski park, dove dal marzo 2025 era stato allestito un accampamento vicino al Parlamento per contrastare le proteste degli studenti.

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Le richieste alle istituzioni

I candidati della Lista hanno chiesto le dimissioni del presidente della Corte costituzionale Vladan Petrov, di alcuni procuratori e dei vertici della polizia e dei servizi segreti. Nel mirino è finito anche Vladimir Lučić, direttore generale di Telekom Srbija.

Il movimento punta a ridurre l’influenza politica sulle strutture pubbliche. Nevena Starčević, studentessa della Facoltà di Scienze Tecniche, ha sintetizzato la linea con tre parole: «Depoliticizzazione, trasparenza e uguaglianza».


Prima le riforme interne

Per la Lista, i rapporti con Unione europea, Russia e Kosovo non rappresentano la priorità immediata. «Prima dobbiamo fare pulizia in casa nostra», ha spiegato Starčević, indicando tra le emergenze criminalità, corruzione e il deterioramento di procura, sanità, scuola, mezzi d’informazione pubblici e ambiente.

Ilija Srđanović, capolista del movimento, ha comunque aperto alla prosecuzione del percorso europeo. La Serbia, ha detto, dovrà avvicinarsi agli standard dell’Unione europea su stato di diritto, contrasto alla corruzione, autonomia delle istituzioni e libertà dei mezzi d’informazione, settori nei quali negli ultimi anni non ci sono stati miglioramenti.

Anche eventuali sanzioni contro la Russia per l’invasione dell’Ucraina dovranno essere sottoposte al confronto con i cittadini. Srđanović ha prospettato il ricorso a un referendum, sostenendo che le scelte internazionali non possano dipendere da una sola persona o da un gruppo ristretto.


I numeri del nuovo Parlamento

La Commissione elettorale ha approvato il rapporto conclusivo sulle elezioni parlamentari del 25 ottobre. Alla Lista Studentesca – Gli studenti vincono sono stati assegnati 140 dei 250 seggi, mentre 103 sono andati a Serbia unita, la formazione legata ad Aleksandar Vučić.

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Il Parlamento dovrà riunirsi entro 30 giorni. Da quel momento il movimento studentesco, nato dopo il crollo della pensilina di Novi Sad, disporrà di altri 90 giorni per presentare il nuovo esecutivo. Dejan Šoškić, economista e candidato, ha detto che entro un mese dovrebbe esserci l’insediamento parlamentare, seguito dalla formazione del governo.


I possibili candidati premier

La scelta del primo ministro non è ancora stata formalizzata. Tra i nomi considerati figurano Šoškić, già governatore della Banca nazionale serba, il cardiologo e docente universitario Ilija Srđanović, il professore di chimica organica Radomir Saičić e Dejan Bodiroga, ex campione di basket e presidente di EuroLeague.

Šoškić e Srđanović hanno già manifestato la propria disponibilità. Emmanuel Macron ha definito Srđanović un leader dopo averlo incontrato e gli ha rivolto le congratulazioni per il risultato elettorale. Il movimento ha precisato che il confronto sulla candidatura è ancora aperto e coinvolge sia la Lista sia il Movimento Studentesco.

La formazione comprende 250 candidati, oltre 160 dei quali hanno un dottorato di ricerca. Starčević ha escluso che la maggiore esposizione durante la campagna sarà sufficiente a determinare la scelta del premier: gli studenti, ha spiegato, parteciperanno alla decisione e sosterranno il nome individuato.


Il rapporto con il potere

La Lista riunisce esponenti con orientamenti diversi, ma il movimento sostiene che siano accomunati dalla disponibilità a trovare accordi sulle riforme interne. I colloqui con i potenziali parlamentari sono iniziati da tempo e, secondo gli studenti, le divergenze sui punti principali avrebbero impedito l’ingresso nella formazione.

Il movimento vuole evitare che il nuovo sistema si concentri attorno a una singola personalità. Starčević ha criticato la ricerca di un leader capace di controllare tutti i partiti, fenomeno che a suo giudizio ha ostacolato la crescita democratica serba.

Anche l’informazione pubblica ha mostrato i primi segnali di discontinuità. Dopo il voto, Goran Eror, conduttore dell’emittente serba Rtv, rete regionale della Voivodina collegata al servizio pubblico Rts, si è scusato in diretta con gli spettatori per il comportamento tenuto dall’emittente.

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