Bassino, il ritorno dopo 12 mesi: “Non so cosa aspettarmi”
A Soelden la sciatrice piemontese torna in gara un anno dopo il grave infortunio al ginocchio, con il sostegno dell’amica Laura Pirovano e senza obiettivi prefissati.
Il nuovo capitolo della carriera di Marta Bassino comincia nello stesso luogo in cui, dieci anni fa, aveva festeggiato il primo podio in Coppa del Mondo. Soelden rappresenta però soprattutto il punto di ripartenza dopo dodici mesi lontano dalle gare, segnati dall’infortunio al ginocchio sinistro che le ha fatto saltare l’intera stagione e le Olimpiadi di Milano-Cortina.
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Il ritorno senza aspettative precise
La decisione di essere al via è arrivata soltanto negli ultimi giorni. Bassino si presenta al debutto stagionale senza voler fissare traguardi immediati: «Non so bene cosa aspettarmi. Voglio prenderla come viene», ha raccontato prima della gara.
Il passaggio più importante sarà riabituarsi al contesto agonistico. Indossare nuovamente il pettorale, respirare l’atmosfera della Coppa del Mondo e ritrovare il ritmo della competizione sono, per ora, obiettivi sufficienti. La sciatrice piemontese ha spiegato di voler affrontare questo momento con calma, senza aggiungere ulteriore pressione a un rientro già delicato.
Pirovano, un legame oltre la pista
In questa fase Bassino ha condiviso preparazione e attesa con Laura Pirovano, una delle figure di riferimento dell’Italia dello sci alpino. Le due compagne di squadra hanno mostrato sui social anche momenti lontani dagli allenamenti, tra cui un tuffo in piscina accompagnato dalla frase di Pirovano: «A ognuno il suo stile».
Le loro specialità, infatti, sono differenti: Pirovano è una discesista, mentre Bassino ha costruito gran parte dei suoi successi nel gigante. L’atleta trentina arriva da una stagione di svolta, con il primo successo in carriera e la conquista della Coppa del Mondo di discesa libera, ottenuta grazie a tre vittorie complessive. Bassino ha seguito quei risultati da casa, continuando a sostenerla: ha ricordato che la loro amicizia esisteva già prima dell’exploit della compagna e che hanno anche trascorso vacanze insieme e condiviso la stanza in trasferta.
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Dodici mesi per cambiare prospettiva
La ricorrenza dell’infortunio rende il ritorno ancora più intenso. Il 22 ottobre coincide infatti sia con la caduta avvenuta un anno prima in Val Senales, sia con il primo podio ottenuto a Soelden dieci anni fa. Bassino ha ammesso di vivere con turbamento questi giorni, proprio perché il calendario la riporta nei luoghi legati al momento più difficile della sua carriera recente.
Dal debutto del 2014 a oggi il suo percorso è cresciuto fino a comprendere 7 vittorie e 30 podi in Coppa del Mondo, oltre alla sfera di cristallo del gigante conquistata nel 2021. Guardando alla ragazza di dieci anni fa, l’azzurra ha sottolineato di avere oggi più esperienza e consapevolezza, maturate attraverso viaggi e stagioni vissute ai massimi livelli.
Una veterana per le nuove leve
L’assenza di Federica Brignone e Sofia Goggia rende Bassino ancora più importante all’interno del gruppo italiano. Oltre al risultato personale, il suo rientro assume quindi un peso anche per una squadra che deve fare affidamento sulle atlete più esperte.
Bassino si considera ormai una veterana e osserva con interesse l’arrivo delle più giovani, come Anna Trocker, classe 2008. Ha ricordato che quando lei esordiva a Soelden, nel 2014, Trocker aveva appena sei anni: «Sono contenta che arrivino ragazze giovani. C’è bisogno di nuove generazioni e di ricambio: è giusto che sia così». Dopo lo stop forzato, la priorità resta tornare a gareggiare; il resto potrà arrivare con il tempo.
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