Bari, perquisizioni sui minori: sabato ad alta tensione nelle città
La Polizia indaga su un possibile piano per colpire i negozi baresi, mentre Milano, Roma e Torino rafforzano i controlli in vista delle manifestazioni.
A Bari sono scattate all’alba perquisizioni e interrogatori in diverse località della provincia. L’operazione, condotta dalla Polizia con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia e della Procura per i minorenni, nasce dal sospetto che un gruppo numeroso di ragazzi stesse preparando incursioni nei negozi del centro cittadino.
L’attenzione resta elevata in tutta Italia alla vigilia delle mobilitazioni convocate per sabato. Milano, Roma e Torino sono considerate le città più esposte, dopo gli scontri avvenuti nel capoluogo lombardo lo scorso fine settimana.
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A Bari il piano finito sotto esame
Secondo la ricostruzione degli investigatori, giovani e giovanissimi avrebbero valutato di colpire, a partire dal pomeriggio, esercizi di moda italiana e internazionale, punti vendita di articoli sportivi e negozi di elettronica. Le strade indicate sono via Sparano, via Melo, via Argiro e corso Vittorio Emanuele, tra le principali aree commerciali della città.
La Digos avrebbe seguito per settimane le conversazioni e i contenuti diffusi sulle piattaforme in rete, individuando segnali di una possibile organizzazione degli attacchi. Gli inquirenti ritengono inoltre che alcuni partecipanti stessero cercando armi, esplosivi e strumenti per forzare gli ingressi, ipotizzando anche un loro impiego contro le forze dell’ordine.
Nel fascicolo compaiono ipotesi di istigazione a delinquere con l’obiettivo di provocare devastazione e saccheggio, aggravate dalla finalità terroristica. Viene inoltre valutata la possibile detenzione di armi, munizioni e materiale esplodente.
Milano teme nuovi danneggiamenti
Nel capoluogo lombardo i commercianti di via Monte Napoleone si preparano al fine settimana con misure preventive sulle vetrine. Alcuni negozi stanno valutando o predisponendo pannelli di legno per ridurre il rischio di rotture e attutire eventuali colpi.
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Le violenze di sabato e domenica hanno sorpreso anche i gruppi abituati alle tensioni di piazza, compresi gli ambienti più radicali legati a centri sociali, antagonismo e anarchismo. Fonti della sicurezza segnalano però i primi tentativi, da parte di queste realtà, di avvicinarsi ai nuovi protagonisti della protesta.
Il possibile avvicinamento tra le diverse componenti sarà uno degli aspetti osservati durante le manifestazioni. Il direttore dell’Aisi Bruno Valensise ha illustrato lo scenario al Copasir, in un’audizione durata oltre tre ore: una convergenza viene considerata possibile, anche se molti dei giovanissimi coinvolti negli episodi precedenti non avrebbero agito per motivazioni ideologiche.
Il calendario delle manifestazioni
Il Movimento 17 ottobre ha fissato alle 15 appuntamenti in varie città, tra cui Bologna in piazza Nettuno, Milano in piazza Duomo, Torino in piazza Castello, Roma al Circo Massimo, Firenze in piazza Santa Maria Novella, Padova in piazza Mazzini, Bari in piazza Umberto I e Genova in piazza De Ferrari. L’iniziativa è stata presentata come una mobilitazione permanente contro il governo dei padroni.
A Roma è prevista anche la manifestazione nazionale per la pace «Fuori l’Italia dalla guerra», con circa 10mila partecipanti attesi. Il corteo partirà alle 14 da piazza della Repubblica, mentre in mattinata gli studenti di destra sfileranno con lo slogan «Sblocchiamo tutto».
Altre iniziative sono state annunciate a Torino, dove movimenti e studenti protesteranno con la frase «Noi la guerra non la paghiamo». Mobilitazioni per la pace sono previste inoltre a Padova e Bari, in una giornata che sottoporrà a verifica il dispositivo di sicurezza e l’eventuale saldatura tra gruppi diversi.
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