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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Grecia, stretta sui social: dal 1° gennaio stop ai minori di 15 anni

Atene introduce verifiche dell’età e multe per le piattaforme, seguendo la strada già tentata da Francia e Australia per limitare la dipendenza digitale.

La Grecia entra nel gruppo ristretto dei Paesi dell’Unione Europea che hanno provato a fissare per legge un limite all’accesso dei più giovani ai social network. Il provvedimento riguarda gli under 15 e si inserisce in un confronto internazionale sempre più acceso sugli effetti degli algoritmi e sull’uso compulsivo delle piattaforme.

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Il precedente francese resta controverso

Prima della Grecia, la Francia aveva approvato a luglio una normativa destinata ai minori di 15 anni. Il Consiglio costituzionale, però, l’ha respinta appena un mese più tardi, ritenendo che introducesse una limitazione eccessiva della libertà di espressione.

Anche Austria, Slovenia, Danimarca e Spagna stanno valutando interventi dello stesso tipo. Nel resto del mondo, secondo una recente analisi dell’Afp, più di venti Stati hanno già adottato restrizioni rivolte soprattutto agli adolescenti di 15 o 16 anni.


Atene sceglie il divieto pieno

La nuova disciplina greca diventerà operativa dal 1° gennaio. Il Parlamento l’ha approvata dopo un confronto molto acceso, con il sostegno della sola maggioranza guidata da Nea Dimokratia, il partito del primo ministro Kyriakos Mitsotakis.

Il Pasok, principale forza socialista d’opposizione, non ha partecipato al voto favorevole e ha contestato alcuni punti del testo. Le altre formazioni di sinistra e quelle nazionaliste si sono espresse contro, mentre la proposta alternativa del Pasok prevedeva un limite assoluto sotto i 13 anni e il consenso dei genitori per la fascia tra 13 e 14 anni.

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Controlli e multe per le piattaforme

La legge, denominata “Divieto di utilizzo dei social network da parte dei minori”, impone procedure per accertare l’età degli utenti. Le società che non rispetteranno le regole rischieranno sanzioni rilevanti, in un impianto collegato agli orientamenti della proposta normativa europea sulla tutela dei minori in rete.

Il ministro della Governance digitale e dell’Intelligenza artificiale, Dimitris Papastergiou, ha definito la misura “una soluzione efficace, necessaria e compatibile con il diritto europeo”. L’obiettivo dichiarato è ridurre l’esposizione dei ragazzi ai meccanismi delle piattaforme che possono alimentare dipendenza e uso prolungato.


La scelta annunciata da Mitsotakis

Kyriakos Mitsotakis aveva anticipato l’intenzione di introdurre il divieto ad aprile, con un messaggio pubblicato su TikTok, particolarmente seguito dal pubblico più giovane. In quell’occasione il premier aveva descritto l’intervento come “difficile ma necessario”.

La Grecia segue così l’esempio dell’Australia, che ha fissato a 16 anni la soglia per l’accesso ai social, con applicazione prevista dalla fine del 2025. Il tema resta al centro delle politiche rivolte alla protezione degli adolescenti, ma il caso francese mostra quanto sia complesso conciliare tutela dei minori e diritti individuali.

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