Banche, Salvini alza la posta: «Cinque miliardi sono il minimo»
Il vicepremier chiede un forte contributo agli istituti per la manovra 2027, mentre l’Abi denuncia l’assenza di un’intesa con il governo.
Il confronto sul ruolo delle banche nella manovra 2027 si fa più aspro. Matteo Salvini sostiene che agli istituti debba essere richiesto almeno un contributo da 5 miliardi di euro, mentre l’Abi contesta il metodo e precisa che la misura non sarebbe stata concordata con l’esecutivo.
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L’affondo di Salvini sui profitti
Il vicepremier e segretario della Lega considera i risultati economici del comparto incompatibili con un contributo più contenuto. Secondo i dati da lui richiamati, gli utili delle banche sono passati dai 25,5 miliardi di euro del 2022 ai 40,6 miliardi del 2023, per poi raggiungere quota 46,5 miliardi nel 2024 e 47,5 miliardi nel 2025. Per l’anno in corso, la previsione indicata supera i 50 miliardi.
Salvini ha inoltre ricordato che, tra il 2022 e il 2025, il sistema bancario ha ridotto la propria rete di 2.510 filiali e ha registrato 12.900 uscite di personale. Ha poi sottolineato che il tax rate effettivo del settore nel 2025 è stato pari al 19,2%, a suo giudizio più basso rispetto a quello di altre imprese. «Chiedere un contributo di almeno 5 miliardi di euro a uno dei settori più ricchi e tutelati d’Italia sarà un intervento di assoluto buonsenso», ha affermato il leader leghista.
L’Abi: nessuna intesa sulla misura
A replicare è stato Gianfranco Torriero, vicedirettore generale vicario dell’Abi. Nel corso della presentazione del rapporto mensile dell’associazione, ha chiarito che il prelievo ipotizzato per la prossima legge di Bilancio non nasce da un confronto condiviso con le banche.
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«L’intervento in manovra è assolutamente non concordato, diversamente da quello che è avvenuto negli ultimi due anni», ha dichiarato Torriero, richiamando la posizione già espressa dal presidente dell’Abi Antonio Patuelli. Il riferimento è alle precedenti misure, costruite invece attraverso un dialogo con il governo e con le forze parlamentari della maggioranza.
Il gettito già versato allo Stato
L’associazione bancaria rivendica anche il peso fiscale sostenuto negli ultimi esercizi. Torriero ha ricordato che il settore avrebbe contribuito alle entrate pubbliche con 4,5 miliardi di euro attraverso la legge di Bilancio per il 2025 e con oltre 10,2 miliardi tramite quella per il 2026.
Per quanto riguarda il provvedimento relativo al 2026, il vicedirettore dell’Abi ha parlato di un impegno definito per tre anni insieme al governo e ai gruppi parlamentari che lo sostengono. È su questo precedente che le banche fondano la richiesta di un nuovo confronto prima di qualsiasi intervento nella manovra 2027.
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