Balene morte in Patagonia, il doppio allarme tra batteri e alghe
Decine di carcasse sono state trovate nel Chubut: le prime analisi indicano un’infezione nei giovani e possibili biotossine negli adulti.
Decine di balene franche australi sono state trovate senza vita nelle ultime settimane lungo le coste del Chubut, in Patagonia. L’aumento anomalo delle carcasse ha fatto scattare verifiche da parte dei ricercatori e delle autorità sanitarie e turistiche, mentre resta ancora da chiarire se esista una causa comune per tutti i decessi.
Le analisi preliminari condotte dal Centro di ricerca nazionale patagonico (Cenpat-Conicet) hanno individuato due possibili piste. Nei piccoli è stato isolato un batterio associato alla setticemia; per gli esemplari adulti, invece, l’attenzione si concentra sulla possibile presenza di tossine naturali nell’ambiente marino.
GioiaPura
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Giovani e adulti, ipotesi diverse
I campioni raccolti sui balenotteri hanno evidenziato Erysipelothrix rhusiopathiae, microrganismo collegato a infezioni che possono provocare setticemia. Questo risultato offre una possibile spiegazione per almeno una parte delle morti osservate, anche se gli accertamenti non sono ancora conclusi.
La situazione degli adulti potrebbe avere un’origine differente. Gli esperti stanno valutando il ruolo di biotossine prodotte in natura, capaci, in determinate condizioni, di causare la morte delle balene e di altri animali marini. Il ritrovamento prima di numerosi giovani e poi anche di esemplari adulti ha reso il fenomeno particolarmente insolito.
Il Golfo Nuevo torna sotto osservazione
Ogni anno, tra maggio e giugno, migliaia di balene franche australi raggiungono le acque del golfo della Penisola Valdés. La zona offre condizioni riparate, utili alle femmine nelle fasi finali della gestazione, al parto e alle prime settimane di vita dei piccoli.
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La presenza di carcasse non è di per sé eccezionale, ma le dimensioni raggiunte dall’episodio attuale hanno attirato l’attenzione degli studiosi. La colonia rappresenta inoltre una delle principali attrazioni turistiche della provincia e un importante oggetto di ricerca per i biologi marini.
Il precedente della fioritura algale
Un caso simile era stato registrato nel 2022 nel Golfo Nuevo. In quell’occasione, la morte di balene giovani e adulte era stata collegata a una fioritura algale nociva, cioè a una proliferazione di alghe capace di liberare sostanze tossiche.
Quel precedente spinge ora i ricercatori a verificare con particolare attenzione la qualità delle acque e l’eventuale presenza di biotossine. Le indagini dovranno stabilire se l’episodio attuale dipenda da un singolo fattore oppure dalla combinazione di cause diverse.
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