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Attualità 2 min di lettura1 ott

Backpack conquista l’Alaska: oltre 5mila voti per l’orso più pesante

Il ventenne del parco di Katmai ha superato 15 concorrenti nella tredicesima edizione del voto popolare dedicato agli orsi che si preparano al letargo.

Con un margine di poco superiore ai 5 mila voti, Backpack ha conquistato la tredicesima edizione della Settimana dell’orso grasso, il concorso che ogni anno mette in gara gli esemplari del parco nazionale di Katmai, in Alaska. L’orso bruno, che ha 20 anni, ha preceduto il rivale identificato con il numero 910 in una competizione alla quale hanno partecipato complessivamente 16 animali.


Backpack vince con un margine netto

Il pubblico ha potuto scegliere il proprio favorito attraverso il sito ufficiale dell’iniziativa, nata con finalità divulgative e diventata ormai un appuntamento ricorrente per gli appassionati di fauna selvatica. Backpack si è imposto senza essere considerato il maschio più dominante tra quelli che frequentano le zone di pesca lungo la cascata.

Il suo comportamento viene invece associato a una presenza più pacata e a una notevole solidità fisica. La vittoria assume anche un valore simbolico per la sua famiglia: la madre Holly aveva già ottenuto il primo posto nel 2019.


Il nome ricorda la sua infanzia

Il soprannome Backpack, che in italiano significa “zaino”, risale a quando l’orso era ancora piccolo. Da cucciolo, infatti, era solito arrampicarsi sul dorso della madre, che lo trasportava durante gli spostamenti come se avesse uno zaino sulle spalle.

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Il peso effettivo dell’esemplare vincitore non è stato comunicato. In estate, tuttavia, un orso bruno adulto della sua specie pesa mediamente 400 chili; con l’arrivo dell’autunno può accumulare ulteriore massa e arrivare fino a 540 chili, preparandosi ai mesi senza alimentazione.


La riserva di grasso prima del letargo

Durante il periodo più freddo, gli orsi entrano in letargo e smettono di mangiare e bere. Per affrontare questa lunga fase utilizzano le riserve accumulate nei mesi precedenti, arrivando a perdere fino a un terzo del proprio peso corporeo.

È proprio questa trasformazione stagionale a rappresentare il centro della Settimana dell’orso grasso: il pubblico osserva gli animali mentre raggiungono la massima condizione fisica prima del letargo e decide quale di loro meriti il titolo.

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