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Attualità 2 min di lettura14 ott

Baby Gang, il bazooka nel video riapre il caso: cosa rischia

Dal carcere al nuovo videoclip ambientato in Iraq: le immagini con armi da guerra pesano sulla richiesta di una misura alternativa alla detenzione.

Un bazooka in mano, fucili e una cartucciera al collo: sono le immagini con cui Baby Gang, nome d’arte di Zaccaria Mouhib, presenta “Guerra 2”, il suo prossimo singolo. Il filmato arriva mentre il trapper si trova detenuto e diventa anche uno degli elementi valutati dai giudici di Lecco nel respingere la richiesta di affidamento in una comunità.

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Il video finisce al centro del caso

Nel filmato compaiono diverse immagini dal forte impatto, tra cui Benito Mussolini rappresentato con le sembianze di un maiale mentre annuncia l’entrata dell’Italia nella Seconda guerra mondiale. Il video richiama inoltre Donald Trump e Vladimir Putin, prima di mostrare Baby Gang in Iraq circondato da munizioni e accanto a un’arma da guerra.

La trasferta, secondo il giudice Gianluca Piantadosi, non sarebbe soltanto legata alla musica. Nel provvedimento il magistrato descrive il 25enne come «inserito in una rete criminale più vasta e di livello internazionale, capace di farlo approdare in Iraq» nel 2025 per «sparare con bazooka e altre armi da guerra».


La versione della difesa

Baby Gang è in carcere dal 17 marzo, nell’ambito di un procedimento che comprende accuse di detenzione e spaccio di armi da fuoco, violenze nei confronti della compagna e altri reati. Al momento della trasferta, inoltre, aveva l’obbligo di restare in Italia e di sottoporsi ai controlli previsti dalle autorità.

Per il giudice, la presenza di armi e munizioni nel videoclip contribuisce a delineare la pericolosità dell’artista. Da qui la decisione di mantenere la custodia cautelare in carcere e di respingere la richiesta presentata dai legali per il trasferimento in una comunità.

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La difesa sostiene invece che il viaggio in Iraq avesse esclusivamente finalità artistiche. Secondo gli avvocati di Mouhib, le armi mostrate nelle scene sarebbero soltanto elementi della scenografia scelta per accompagnare il lancio del brano “Guerra 2”.


A novembre il nuovo esame

La vicenda giudiziaria non è però conclusa. A novembre è prevista una nuova udienza, durante la quale sarà esaminata ancora una volta la richiesta di scarcerazione avanzata dai legali del trapper.

Nel frattempo, la pubblicazione del video sui suoi profili social ha riacceso il confronto tra la lettura della difesa, che parla di un progetto musicale, e quella dei giudici, che vedono nelle immagini un possibile indizio dei suoi legami e della sua pericolosità.

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