Azerbaigian, 37 arresti per il velo: la protesta arriva in Turchia
La stretta sull’abbigliamento nelle scuole accende il confronto su laicità, libertà religiosa e rapporti con Ankara.
Sono 37 le persone arrestate a Baku in relazione alle proteste nate dopo le nuove restrizioni sull’abbigliamento scolastico. La vicenda, oltre ad alimentare il dibattito interno sull’equilibrio tra laicità e libertà religiosa, ha provocato reazioni anche in Turchia.
Douglas
-20% su ordini da 69€ da Douglas
Baku reagisce alle proteste
Le autorità dell’Azerbaigian hanno collegato gli arresti ai disordini registrati nella capitale. Intanto, una campagna sui social network ha raccolto critiche contro le regole applicate negli istituti scolastici.
La contestazione riguarda soprattutto l’accesso alle lezioni. In alcune scuole, infatti, studenti e membri del personale che indossavano il velo islamico sarebbero stati allontanati o non ammessi in aula, dando ulteriore forza alle accuse di limitazione della libertà religiosa e del diritto allo studio.
Il divieto passa dalla laicità
La norma approvata il mese scorso non cita in modo esplicito l’hijab. L’emendamento vieta però negli istituti capi d’abbigliamento ritenuti incompatibili con il principio di laicità dello Stato, una formulazione che ha prodotto un effetto indiretto sul velo portato da studentesse e insegnanti.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Il tema è particolarmente sensibile in un Paese in cui circa il 96% della popolazione si dichiara musulmana. La Costituzione definisce l’Azerbaigian uno Stato laico, ma riconosce allo stesso tempo la libertà di religione: proprio questo doppio riferimento è al centro del confronto pubblico.
La tensione coinvolge Ankara
La protesta non è rimasta confinata ai confini nazionali. A Istanbul alcuni manifestanti si sono riuniti davanti al consolato dell’Azerbaigian per contestare le limitazioni, aprendo una frizione diplomatica con la Turchia, alleata di Baku.
Il presidente azero Ilham Aliyev ha replicato senza nominare direttamente Ankara. Parlando al congresso del partito Nuovo Azerbaigian, ha invitato a non «interferire con il nostro stile di vita», in quello che è apparso come un richiamo alle proteste organizzate in territorio turco. Le autorità turche, finora, non hanno diffuso una risposta ufficiale.
Continua a leggere
Guilfoyle, la Casa Bianca rompe gli indugi: chieste le dimissioni
L’ambasciatrice statunitense in Grecia è accusata di pressioni politiche, richieste di denaro e uso improprio del ruolo, ma respinge ogni contestazione.
Castlevania Belmont’s Curse, il ritorno che convince: cosa funziona davvero
Konami ed Evil Empire riportano in scena i Belmont con un’avventura ricca di segreti, combattimenti personalizzabili e una difficoltà esigente ma raramente frustrante.
Pillay accusa gli Usa: «Le sanzioni contro la Corte sono illegali
La giurista sudafricana chiede a Italia e Unione europea di difendere i principi della pace e di prevenire le guerre prima che esplodano.
Tre vittime sotto le macerie: cosa è accaduto a Kharkiv
Il bombardamento russo ha distrutto una palazzina nel distretto di Kholodnohirskyi: dieci persone sono state ferite e i soccorritori hanno lavorato per ore.