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Attualità 2 min di lettura50 min fa

Autotrasporto, il Sud resiste ma i camionisti restano senza sconti

Le imprese meridionali sono diminuite meno che altrove, ma molti piccoli operatori viaggiano con mezzi esclusi dagli incentivi sul carburante.

La trasformazione del settore non è dipesa soltanto dalla crisi: fusioni e acquisizioni hanno ridotto soprattutto le aziende proprietarie di un solo camion, facendo aumentare la dimensione media delle realtà rimaste e la produttività complessiva della logistica. Questo processo, tuttavia, non ha risolto le difficoltà dei piccoli trasportatori.

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Il Mezzogiorno perde meno imprese

Nel decennio compreso tra il 2015 e il 2025, il numero delle imprese attive nell’autotrasporto italiano è sceso da 86.590 a 67.349, con una riduzione del 22,2%. Il calo è stato più contenuto nel Mezzogiorno, dove si è fermato al 13,1%, rispetto al 30,8% registrato nel Centro.

Oggi le aziende meridionali sono 23.802, vale a dire più di un terzo dell’intero comparto nazionale. Campania e Sicilia hanno registrato le contrazioni più limitate, rispettivamente del 5,9% e dell’8,9%; Napoli, con 3.984 imprese, è la provincia con la presenza più ampia. Nel periodo considerato sono cresciute soltanto Palermo e Caserta, oltre a Bolzano.


Il carburante divide gli autotrasportatori

La tenuta numerica del Sud non cancella però il problema più urgente per molti padroncini: il 40% delle imprese italiane non può beneficiare delle agevolazioni fiscali legate al gasolio. La stima della Cgia di Mestre, riferita all’intero Paese, aiuta a spiegare la rabbia esplosa durante una settimana segnata da blocchi e pesanti disagi alla circolazione.

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A restare fuori dal credito d’imposta contro il caro carburante sono soprattutto gli operatori che utilizzano camion Euro 3 o Euro 4. Lo sconto è infatti destinato ai veicoli di almeno 7,5 tonnellate appartenenti alle categorie Euro 5 ed Euro 6, mentre molte piccole attività dispongono ancora di mezzi più datati.


Le misure varate per i piccoli

Il ministro Salvini ha riconosciuto che una parte degli autotrasportatori lavora con due, tre o quattro mezzi «non esattamente di ultima generazione, quindi Euro 3, Euro 4». Proprio a queste imprese sono rivolte alcune disposizioni inserite nel decreto approvato dal Consiglio dei ministri per evitare un blocco del sistema.

Il provvedimento consente di sospendere le rate dei contratti di locazione finanziaria in scadenza dal primo novembre al 31 marzo 2027, impedendo la revoca del contratto durante il periodo di congelamento. Il governo ha previsto interventi anche per gli accordi conclusi verbalmente, con l’obiettivo di offrire un sostegno immediato alle attività di dimensioni più ridotte.

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