Austin, rider ferito dagli agenti: il video ribalta la versione ufficiale
Wilber Rafael Garces Perez, 28 anni, sostiene di essere stato colpito dopo un impatto laterale con un’auto federale durante una consegna DoorDash; per la polizia, invece, stava tentando di scappare.
Wilber Rafael Garces Perez è finito in ospedale con un proiettile ancora nel corpo e, secondo la sua legale, con una paralisi sul lato sinistro dopo una notte trascorsa in custodia. Il caso ruota attorno a un video che mostra gli spari e apre un contrasto netto tra il racconto del rider venezuelano e quello delle autorità di Austin.
La sequenza raccontata dal rider
Il 28enne dice di essere stato fermato mentre stava completando una consegna per DoorDash. A suo dire, alcuni agenti federali avrebbero colpito di lato la sua auto senza presentarsi e senza usare sirene o luci di emergenza.
Perez sostiene che uno degli agenti dell’Ice abbia fatto fuoco quando lui era ancora seduto nell’abitacolo. Dopo gli spari, il filmato lo mostra uscire dalla vettura, mentre gli agenti gli tagliano la maglietta e rendono visibile la ferita alla schiena.
La versione della polizia di Austin
L’ipotesi fornita dalla polizia locale è diversa: secondo gli investigatori, il giovane non sarebbe rimasto fermo ma avrebbe cercato di allontanarsi. È su questo punto che si concentra la divergenza con la ricostruzione del rider, che parla invece di un intervento improvviso e non annunciato.
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Resta centrale il materiale video, che registra il momento degli spari e documenta ciò che avviene subito dopo. È proprio quel filmato a dare peso alla contestazione di Perez e a complicare la lettura dell’episodio.
Le conseguenze per Perez
Dopo la notte in custodia, il giovane è stato ricoverato. Il proiettile non era ancora stato rimosso e, sempre secondo la sua avvocata, il danno riportato gli aveva causato una paralisi al lato sinistro.
La ricostruzione resta quindi divisa tra due versioni inconciliabili: quella del rider, che parla di un colpo sparato mentre si trovava ancora in auto, e quella degli agenti, che lo descrivono come un sospetto in fuga. In mezzo c’è il video, che mostra almeno l’ultima parte della scena e rende il caso ancora più delicato.
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