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Attualità 2 min di lettura15 ott

Asset russi, il piano Usa divide l’Europa e riapre il dossier pace

Washington avrebbe suggerito di trasferire parte dei fondi russi congelati in un meccanismo sotto controllo statunitense, ma i rappresentanti europei hanno respinto l’ipotesi.

La notte di bombardamenti russi ha provocato almeno cinque morti in Ucraina, mentre sul piano diplomatico Washington avrebbe avanzato una proposta destinata a suscitare forti perplessità in Europa. L’idea riguarda una parte dei beni sovrani russi congelati dopo l’invasione e il loro trasferimento in una struttura finanziaria supervisionata dagli Stati Uniti.

Il progetto sarebbe stato discusso a Miami, durante un incontro della scorsa settimana tra rappresentanti americani e ucraini e delegazioni di Francia, Germania, Regno Unito, Unione Europea e Nato. Secondo quanto riferito, i funzionari europei non avrebbero accettato il piano, pensato dagli Stati Uniti come possibile strumento per favorire la ripresa dei colloqui di pace.

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Cinque vittime sotto le bombe russe

Il bilancio più grave arriva dalla regione di Kirovohrad, dove un attacco ha colpito Kropyvnytskyi causando tre morti e sei feriti. Le autorità ucraine hanno segnalato danni a infrastrutture legate alla logistica, ai trasporti e al settore industriale.

Altre due persone hanno perso la vita a Novooleksandrivka, nel distretto di Dnipro, dopo il crollo di un’abitazione privata. A Pavlohrad, invece, diversi edifici residenziali sono stati incendiati e i soccorritori hanno raggiunto le aree colpite; non è ancora chiaro se vi siano altre vittime o feriti.


Zelensky denuncia una tregua incompleta

Volodymyr Zelensky è tornato sulla cosiddetta tregua energetica sostenuta da Donald Trump, che dovrebbe impedire agli schieramenti di colpire centrali, raffinerie e altre strutture essenziali. Il presidente ucraino ha spiegato di aver appoggiato l’iniziativa, pur esserne venuto a conoscenza soltanto dopo l’annuncio americano.

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In un’intervista con Piers Morgan, Zelensky ha dichiarato: «Per tre giorni non abbiamo colpito alcuna infrastruttura energetica». Secondo il leader ucraino, tuttavia, la Russia avrebbe continuato a prendere di mira gli impianti energetici e le strutture del gas presenti in Ucraina, lasciando senza conferme concrete l’effettiva applicazione reciproca della pausa.


Washington nega pressioni su Starlink

Nel frattempo l’amministrazione Trump ha respinto le accuse di aver ridotto o condizionato l’accesso ucraino a Starlink, il servizio satellitare utilizzato anche per le attività militari di Kyiv. La smentita è arrivata da un alto esponente statunitense, secondo quanto riportato da alcuni organi di informazione.

Elon Musk, proprietario di SpaceX, aveva sostenuto che i sistemi Starshield, versione militare di Starlink, appartengono al governo degli Stati Uniti e sono da esso gestiti. «Eventuali limitazioni alla velocità o all’utilizzo sono stabilite dalle forze armate Usa e, in ultima istanza, dal presidente degli Stati Uniti», aveva affermato Musk.

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