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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Artico, il petrolio resta sotto terra: l’Ue punta su un’altra energia

La nuova strategia presentata a Strasburgo esclude lo sfruttamento degli idrocarburi artici e indica rinnovabili e risorse minerarie sostenibili come priorità.

La Commissione Europea mette un limite netto allo sfruttamento energetico dell’Artico: petrolio, carbone e gas della regione non dovranno essere estratti, ma rimanere «nel sottosuolo». La linea è contenuta nella strategia sull’Artico illustrata oggi a Strasburgo e si accompagna a un maggiore sostegno alle fonti rinnovabili.

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L’Artico resta fuori dalle trivellazioni

Il documento conferma l’impostazione già adottata dall’Unione Europea nella comunicazione congiunta del 2021. Bruxelles intende collaborare con i partner già coinvolti per favorire lo sviluppo dell’energia pulita e di attività minerarie considerate compatibili con la sostenibilità, senza aprire la strada a nuovi progetti legati agli idrocarburi.

La Commissione collega questa scelta alla particolare fragilità ambientale dell’area. Per questo, l’obiettivo dichiarato è impedire che vengano sviluppate riserve capaci di danneggiare l’ecosistema artico, mantenendo al centro la protezione del territorio.


La spinta della Norvegia crea tensione

La posizione europea si confronta con quella della Norvegia, Paese esterno all’Ue e tra i principali fornitori di gas dell’Unione dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina. Oslo sostiene l’avvio di nuove ricerche e perforazioni nell’estremo Nord, puntando a garantire approvvigionamenti stabili anche nei prossimi decenni.

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Oggi la quota più consistente del gas norvegese arriva da giacimenti situati più a sud, soprattutto nel Mare del Nord e nel Mare di Norvegia. Nel Mare di Barents, invece, viene estratta una parte limitata della produzione, sebbene proprio quell’area artica sia considerata quella con le maggiori possibilità di crescita.


La transizione cambia la domanda

Nella strategia, l’Ue richiama gli impegni dell’Accordo di Parigi e la necessità di ridurre gradualmente l’uso dei combustibili fossili attraverso un percorso definito giusto, ordinato ed equo. L’Unione conferma inoltre il traguardo della neutralità climatica entro il 2050, da raggiungere accelerando la diffusione delle energie pulite e diminuendo le dipendenze energetiche esistenti.

Secondo le previsioni della Commissione, le norme europee sul clima sono destinate a modificare profondamente il sistema energetico dell’Ue. La richiesta di idrocarburi per produrre energia dovrebbe calare in modo drastico, fino ad annullarsi, rendendo così meno giustificato lo sviluppo di nuovi giacimenti anche nelle zone artiche.

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