540 operazioni nel 2025: così l’AI mette sotto pressione le elezioni
L’Europa riconosce le reti di interferenza straniera, ma fatica ancora a trasformare le segnalazioni in difese rapide e coordinate per la democrazia.
Nel 2025 in Europa sono state individuate 540 operazioni di manipolazione e interferenza informativa straniera, per un totale di circa 10.500 canali e 43mila contenuti analizzati. Il dato fotografa una minaccia ormai stabile, mentre l’intelligenza artificiale rende più facile creare materiali falsi, distribuirli su larga scala e adattarli alle fragilità di ogni Paese.
Il problema non è soltanto riconoscere una notizia falsa. Le campagne più sofisticate costruiscono interi ambienti digitali, apparentemente composti da fonti autonome, nei quali la stessa narrazione viene ripetuta fino a sembrare plausibile. È questo il nodo discusso a Roma, in vista anche delle elezioni politiche italiane del 2027.
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L’Europa individua le reti ma reagisce lentamente
Il confronto si è svolto all’Europa Experience David Sassoli con la partecipazione di istituzioni europee, Parlamento italiano, rappresentanze diplomatiche e organizzazioni specializzate. L’incontro ha presentato i risultati del progetto FIMI Defenders for Election Integrity, realizzato da dieci soggetti europei e internazionali impegnati nella protezione dei processi elettorali.
Secondo i dati del Servizio europeo per l’azione esterna, richiamati nel rapporto conclusivo del progetto, il 29% degli episodi registrati nel 2025 è stato ricondotto alla Russia e il 6% alla Cina. Per il restante 65% non è stata stabilita un’origine statale certa, anche se in più casi sono emersi segnali di collegamento con infrastrutture russe o cinesi.
Alla riunione hanno preso parte 50 persone, tra cui 19 rappresentanti di 13 missioni diplomatiche presenti a Roma. Sono intervenuti esponenti della Commissione europea, del Servizio europeo per l’azione esterna, del Parlamento europeo, del Senato italiano e del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, oltre a gruppi di ricerca come GLOBSEC, Institute for Strategic Dialogue, EU DisinfoLab, Digital Forensic Research Lab dell’Atlantic Council, NASK, CEE Digital Democracy Watch, Context.ro e Fundación Maldita.es.
Il confronto ha evidenziato una debolezza precisa: gli strumenti per riconoscere le campagne esistono, ma manca ancora una struttura abbastanza coordinata da convertire rapidamente gli allarmi in contromisure. La manipolazione, infatti, non si concentra soltanto nei periodi elettorali, ma procede attraverso reti transnazionali anche quando le urne sono lontane.
L’intelligenza artificiale accelera la pressione
L’impiego dell’intelligenza artificiale è stato rilevato nel 27% delle operazioni esaminate. I casi sono passati da 41 nel 2024 a 147 nel 2025, segnalando un salto significativo nella capacità di produrre contenuti credibili e di moltiplicarli in tempi brevi.
Tra le operazioni citate figurano Doppelganger, Storm-1516, Operation Overload e la rete Pravda, nota anche come Portal Kombat. Si tratta di sistemi articolati che sfruttano siti, profili e piattaforme differenti per creare, replicare e rilanciare messaggi, invece di affidarsi a un singolo contenuto ingannevole.
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Un esempio è la rete individuata dall’agenzia francese VIGINUM con il nome di Portal Kombat. Il sistema raccoglie materiali filorussi attraverso più di 200 sottodomini associati a lingue e Paesi diversi. Tra il 1° settembre e il 9 ottobre 2025, il solo sottodominio in lingua ceca ha ripubblicato oltre 200mila contenuti, 822 dei quali riguardavano direttamente le elezioni.
La quantità serve anche a favorire la presenza dei materiali nei motori di ricerca e a facilitarne la ripresa da parte di altri siti. Quando il contenuto viene rilanciato da fonti diverse, la sua origine diventa meno evidente e la narrazione può assumere l’aspetto di un’informazione condivisa da un intero ecosistema.
La risposta deve uscire dagli apparati
Marco Lombardo, senatore di Azione, ha sostenuto che il fenomeno non possa essere confinato alle strutture di sicurezza. «È la più grave minaccia che oggi abbiamo per la sicurezza nazionale ed europea», ha dichiarato a margine dell’incontro, chiedendo che la difesa dell’integrità democratica entri stabilmente nel dibattito pubblico.
A suo giudizio, le interferenze straniere sono una componente della guerra ibrida e richiedono quindi una responsabilità politica più ampia. Lombardo ha inoltre ricordato che, insieme a Carlo Calenda, nell’aprile 2025 ha depositato due proposte: il disegno di legge ordinario 1473, dedicato a uno scudo democratico, e il disegno di legge costituzionale 1472, sulla tutela del processo elettorale.
I due testi sono stati assegnati nel maggio 2025 alla commissione Affari costituzionali del Senato, ma il loro esame non è ancora cominciato. Secondo Lombardo, il tema rimane difficile da affrontare in modo trasversale perché rischia di mettere in evidenza le divisioni interne alle coalizioni.
Il progetto ha monitorato le elezioni del 2025 in Germania, Polonia, Moldova e Repubblica Ceca, usando criteri comuni per confrontare episodi e comportamenti delle piattaforme. L’analisi disponibile si interrompe proprio nel passaggio dedicato alle campagne documentate in Germania, ma il quadro già emerso mostra la distanza tra la capacità di riconoscere le interferenze e quella di fermarle.
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